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IL TEMPO DI CARAVAGGIO Capolavori della collezione di Roberto Longhi

21/6/2020

Caravaggio - Ragazzo morso da un ramarro

Oggi sarebbe impensabile pensare a Caravaggio come un artista minore, eppure, se il pubblico oggi conosce Caravaggio, è solo grazie a Roberto Longhi. 

In questa mostra sono raccolti quadri e documenti che lo studioso raccolse non tanto per creare una collezione, quanto per crearsi un archivio di immagini e poter studiare da vicinissimo capolavori come il Ragazzo morso da un ramarro, ammirabile in mostra. 

La direttrice della fondazione Longhi, Maria Cristina Bandera, curatrice ci introduce alla mostra inaugurata ai Musei Capitolini:

“Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi”

Insieme agli oltre quaranta dipinti degli artisti influenzati dalla sua rivoluzione figurativa di Michlangelo Merisi, il famoso Ragazzo morso da un ramarro

Musei Capitolini - Sale espositive di Palazzo Caffarelli fino al 13 settembre 2020

  • Lorenzo Lotto - 1540 circa - olio su tavola 53x24 cm cad.
  • Ragazzo che monda un frutto - copia da Michelangelo Merisi
  • Carlo Saraceni - Mosè ritrovato dalle figlie del faraone
  • Bernardo Strozzi - Testa di giovane - 1620 - 1625 circa
  • Angelo Caroselli - Allegoria della vanità - 1620 circa
  • Domenico Fetti - Giuditta con la testa di Oloferne
  • Guglielmo Caccia detto Il Moncalvo - Angelo annunciante
  • Jusepe Ribera - San Paolo - olio su tela 1612 cr.26 x 97 cm
  • Jusepe Ribera - San Bartolomeo
  • Jusepe Ribera -San Tommaso dettaglio
  • Jusepe Ribera - San Filippo - San Tommaso
  • Maestro dell'Annuncio ai Pastori - Adorazione dei pastori
  • Giovan Battista Caracciolo - Cristo morto trasportato al sep
  • Valentin de Boulogne - Negazione di Pietro
  • Maestro dell'Emmaus di Pau - San Girolamo
  • Gioacchino Assereto - Sansone e Dalila
  • Matthias Stom (Stomer) - Annuncio della nascita di Sansone a
  • Matthias Stom (Stomer) - Guarigione di Tobit
  • Dirck van Baburen - Cattura di Cristo con l’episodio di Mal
  • Giovanni Antonio Molineri - Madonna col Bambino e Sant'Anna
  • Pietro Vecchia - Cristo portacroce
  • Pietro Vecchia - Testa di giovane
  • Andrea Vaccaro - Davide con la testa di Golia
  • Francesco Cairo - Giuditta con la testa di Oloferne
  • Filippo di Liagno - detto Filippo Napoletano - Bivacco nottu
  • Viviano Codazzi - Torre di San Vincenzo a Napoli
  • Monsù Bernardo - Pastorella addormentata
  • Giuseppe Caletti detto il cremonese - Ritratto virile
  • Mattia Preti - Susanna e i vecchioni - 1656 - 1659 circa
  • Giacinto Brandi - San Sebastiano curato dagli angeli
  • Giacinto Brandi - Santo certosino in lacrime
  • Roberto Longhi - "Ragazzo morso da un ramarro". Disegno
  • copia del catalogo della mostra
  • Caravaggio - Ragazzo morso da un ramarro

COMUNICATO STAMPA

 Campidoglio, ai Musei Capitolini “Il tempo di Caravaggio.

Capolavori della collezione di Roberto Longhi”

In mostra il famoso Ragazzo morso da un ramarro e oltre quaranta dipinti degli artisti influenzati dalla sua rivoluzione figurativa

Musei Capitolini - Sale espositive di Palazzo Caffarelli

Roma, 16 giugno 2020 - Parte oggi 16 giugno, nelle sale espositive di Palazzo Caffarelli la mostra curata da Maria Cristina Bandera “Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi”. La pittura di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, e della sua cerchia rappresenta infatti la centralità delle ricerche di Roberto Longhi, una delle personalità più affascinanti della storia dell’arte del XX secolo, di cui ricorre nel 2020 il cinquantenario della scomparsa.

Inizialmente programmata a partire dal 12 marzo 2020 e sospesa per le misure di contenimento del Covid-19, la mostra apre al pubblico nel rispetto delle linee guida formulate dal Comitato Tecnico Scientifico per contenere la diffusione del Covid-19 consentendo, al contempo, lo svolgimento di una normale visita museale, come indicato nella scheda informativa della mostra.

L’ingresso prevede la prenotazione obbligatoria con il preacquisto del biglietto sul sito www.museiincomuneroma.it ed è gratuito per i possessori della MIC card, previa prenotazione obbligatoria e gratuita allo 060608.

L’esposizione, allestita fino al 13 settembre 2020, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dalla Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi. E’ curata da Maria Cristina Bandera, Direttore scientifico della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi, organizzata da Civita Mostre e Musei e Zètema Progetto Cultura, mentre il catalogo è di Marsilio Editori.

Lo storico dell’arte Roberto Longhi si dedicò allo studio del Caravaggio, all’epoca uno dei pittori “meno conosciuti dell’arte italiana”, già a partire dalla tesi di laurea, discussa con Pietro Toesca, all’Università di Torino nel 1911. Una scelta pionieristica, che tuttavia dimostra come il giovane Longhi seppe da subito riconoscere la portata rivoluzionaria della pittura del Merisi, così da intenderlo come il primo pittore dell’età moderna.  

In mostra sarà esposto uno dei capolavori di Caravaggio, acquistato da Roberto Longhi alla fine degli anni Venti: il Ragazzo morso da un ramarro. L’opera, che risale all’inizio del soggiorno romano di Caravaggio e databile intorno al 1596-1597, colpisce innanzitutto per la resa del brusco scatto dovuto al dolore fisico e alla sorpresa, che si esprimono nella contrazione dei muscoli facciali del ragazzo e nella contorsione della sua spalla. Ma anche per la “diligenza” con cui il pittore ha reso il brano della natura morta con la caraffa trasparente e i fiori, come sottolineò Giovanni Baglione già nel 1642.

Nella sala introduttiva, dedicata alla figura di Roberto Longhi e alla Fondazione da lui istituita, è esposto un disegno a carboncino della sola figura del ragazzo, tratto dallo stesso Roberto Longhi, che vi appose la propria firma e la data 1930. Si tratta di un d’après, dal foglio a grandezza quasi naturale, che non solo dimostra l’abilità di disegnatore dello storico dell’arte, ma che soprattutto ne attesta la perfetta comprensione dell’organizzazione luminosa del dipinto che aveva davanti agli occhi.

In seguito, al Caravaggio e ai cosiddetti “caravaggeschi” lo storico dell’arte dedicò un’intera vita di studi, dal primo saggio del 1913 alla monografia Caravaggio del 1952, anticipata l’anno precedente dalla Mostra del Caravaggio e dei Caravaggeschi, allestita a Milano in Palazzo Reale, che riscosse un immediato successo di pubblico, contribuendo alla successiva e immensa fortuna dell’artista.

Longhi è stato non solo il più importante storico dell’arte italiano del suo secolo, ma anche un grande collezionista. Nella sua dimora fiorentina, la villa Il Tasso, oggi sede della Fondazione che gli è intitolata, ha raccolto un numero notevole di opere dei maestri di tutte

le epoche, per lui occasione di ricerca e di studio. Tra queste, il nucleo più rilevante e significativo è senza dubbio quello che comprende le opere del Caravaggio e dei suoi seguaci.

La mostra si apre con queste suggestive parole, scritte da Roberto Longhi nel 1951: “Dopo il Caravaggio, i “caravaggeschi”. Quasi tutti a Roma, anch’essi, e da Roma presto diramatisi in tutta Europa. La “cerchia” si potrà dire, meglio che la scuola; dato che il Caravaggio suggerì un atteggiamento, provocò un consenso in altri spiriti liberi, non definì una poetica di regola fissa; e insomma, come non aveva avuto maestri, non ebbe scolari.”

Quattro tavolette di Lorenzo Lotto e due dipinti di Battista del Moro e Bartolomeo Passarotti aprono il percorso espositivo con l’intento di rappresentare il clima artistico del manierismo lombardo e veneto in cui si è formato Caravaggio.

Oltre al Ragazzo morso da un ramarro è in mostra Il Ragazzo che monda un frutto, una copia antica da Caravaggio, che Longhi riteneva una “reliquia”, tanto da esporla all’epocale rassegna di Palazzo Reale a Milano nel 1951.

A seguire sono esposti oltre quaranta dipinti degli artisti che per tutto il secolo XVII sono stati influenzati dalla sua rivoluzione figurativa.

Tra questi è possibile ammirare tre tele di Carlo Saraceni; l’Allegoria della Vanità, una delle opere più significative di Angelo Caroselli; l’Angelo annunciante di Guglielmo Caccia detto Il Moncalvo; la Maria Maddalena penitente di Domenico Fetti; la splendida Incoronazione di spine di Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone.

Tra i grandi capolavori del primo caravaggismo spiccano inoltre cinque tele raffiguranti Apostoli del giovane Jusepe de Ribera e la Deposizione di Cristo di Battistello Caracciolo, tra i primi seguaci napoletani del Caravaggio. La Negazione di Pietro è poi il grande capolavoro di Valentin de Boulogne, recentemente esposto al Metropolitan Museum of Art di New York e al Museo del Louvre di Parigi, la cui ambientazione è un preciso riferimento alla famosa Vocazione di San Matteo di Caravaggio, nella chiesa romana di San Luigi dei Francesi. Con opere di rilievo sono presenti anche artisti fiamminghi e olandesi come Gerrit van Honthorst, Dirck van Baburen e soprattutto Matthias Stom.

Notevoli anche le opere di due pittori di incerta identità, noti come Maestro dell’Emmaus di Pau e Maestro dell’Annuncio ai pastori, oltre a due piccoli ma significativi paesaggi di Viviano Codazzi e Filippo Napoletano.

Tra gli altri grandi artisti si segnalano i genovesi Bernardo Strozzi, Giovanni Andrea De Ferrari e Gioacchino Assereto. E ancora: Andrea Vaccaro, Giovanni Antonio Molineri, Giuseppe Caletti, Carlo Ceresa, Pietro Vecchia, Francesco Cairo e Monsù Bernardo.

A una stagione più avanzata sono riferibili due capolavori di Mattia Preti – l’artista che più di ogni altro contribuì a mantenere fino alla fine del Seicento la vitalità della tradizione caravaggesca – e due bellissime tele di Giacinto Brandi con le quali si conclude il percorso espositivo.

La mostra è accompagnata da un catalogo realizzato da Marsilio Editori che presenta le opere del Caravaggio e dei suoi seguaci nella Collezione Longhi, corredate da una scheda e da una breve biografia degli artisti.

 

SCHEDA INFO

Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi

Musei Capitolini - Palazzo Caffarelli

Piazza del Campidoglio, 1 - 00186 Roma

Quando: 16 giugno 2020 – 13 settembre 2020

Orari                                          

Biglietteria                               

Tutti i giorni ore 9.30 - 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima).

Preacquisto obbligatorio online da casa

www.museicapitolini.org; www.museiincomune.it

Biglietto “integrato” Mostra + Musei Capitolini per i non residenti a Roma:

€ 15,00 biglietto integrato intero; € 13,00 biglietto integrato ridotto.

 

Biglietto “integrato” Mostra + Musei Capitolini per i residenti a Roma

€ 14,00 biglietto integrato intero; € 12,00 biglietto integrato ridotto.

Ingresso gratuito per i possessori della “MIC Card” previa prenotazione obbligatoria e gratuita al numero 060608

Preacquisto MIC card online.

Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 - 19.00)

www.museicapitolini.org; www.museiincomune.it

Biografia 

Roberto Longhi

1890

Il 28 dicembre nasce ad Alba, ultimo dei tre figli di Giovanni, professore di lettere alla locale regia scuola di enologia e viticoltura Umberto I, e Linda Battaglia, maestra, entrambi originari della provincia di Modena. Qui frequenta i cinque anni di ginnasio presso il liceo Govone.

1907

A Torino si diploma al liceo Gioberti e si iscrive poi alla facoltà di Lettere dell’Università, dove frequenta il corso di Storia dell’arte tenuto da Pietro Toesca.

1910

Scopre entusiasticamente alla Biennale di Venezia le novità della pittura di Courbet e Renoir.

1911

Il 28 dicembre si laurea con una tesi sul Caravaggio, relatore Pietro Toesca.

1912

Collabora con «La Voce». Vi pubblica le prime recensioni (Pater, Fromentin) e il primo saggio, Rinascimento fantastico. In settembre si trasferisce a Roma. Dopo un colloquio su Cosmè Tura, ottiene una borsa di studio alla scuola di specializzazione in Storia dell’arte diretta da Adolfo Venturi.

1913

Avvia la sua intensa collaborazione con «L’Arte», la rivista diretta da Adolfo Venturi, continuando il rapporto con «La Voce», dove pubblica il primo saggio di argomento caravaggesco, Mattia Preti (Critica figurativa pura) e I pittori futuristi. A Roma inizia l’attività didattica presso i licei Visconti e Tasso. Nell’anno scolastico 1913-14 tiene un corso sulla pittura dall’epoca tardoantica fino a Cézanne. Le dispense delle lezioni saranno raccolte nella Breve ma veridica storia della pittura italiana, edita postuma nel 1980. Muore il padre Giovanni.

1914

Pubblica su «L’Arte» il saggio Piero dei Franceschi e lo sviluppo della pittura veneziana e il suo primo volume, Scultura futurista: Boccioni, per la Libreria de «La Voce». Richiamato alle armi, deve rinunciare a compiere un programmato viaggio in Europa, sostituito da una perlustrazione dell’entroterra veneto.

1916

Risiede a Milano con la madre e la sorella. Continua l’attività di recensore su «L’Arte», dove pubblica il saggio Gentileschi padre e figlia.

1920

Intraprende con il collezionista Alessandro Contini Bonacossi – suo ex-commilitone, del quale diviene consulente – e sua moglie Vittoria un Grand Tour attraverso la Francia, la Spagna e l’Europa centrale.

1922

Si stabilisce a Roma, presso la cui Università esercita la libera docenza dall’anno accademico 1922-1923 con un corso sulla «Identità teoretica e storica delle tre arti figurative».

1924

Sposa Lucia Lopresti, già sua allieva al liceo Visconti, in seguito narratrice con lo pseudonimo di Anna Banti.

1927

Condivide con Emilio Cecchi la direzione della rivista «Vita artistica». Per le edizioni «Valori plastici» pubblica una delle sue opere più famose, la monografia dedicata a Piero della Francesca. Sulle pagine di «Vita Artistica» pubblica studi di vari argomenti, tra cui Di Gaspare Traversi, “La Notte” di Rubens a Fermo, Andrea del Sarto (quest’ultimo nell’ambito delle Precisioni nelle Gallerie Italiane. La Galleria Borghese).

1928

Con Emilio Cecchi fonda la rivista «Pinacotheca».

1928-1929

Su «Pinacotheca» pubblica i Quesiti caravaggeschi, approfondimenti di temi affrontati per la tesi di laurea.

1934

Pubblica l’Officina ferrarese, frutto di un progressivo interesse per la pittura emiliana, inaugurato con la conferenza pisana dedicata a Vitale da Bologna nel 1931. Vince il concorso per la cattedra di Storia dell’arte medievale e moderna presso l’Università di Bologna, dove insegnerà fino al 1949.

1935-1937

Risiede a Bologna.

1937

Ottiene il ruolo di professore ordinario e il comando della Direzione generale delle antichità e delle belle arti di Roma per il biennio 1937-1938.

1939

Si trasferisce con Anna Banti a villa Il Tasso, sulle colline di Firenze. Dirige con Carlo Ludovico Ragghianti la rivista «La Critica d’Arte».

1940

Pubblica su «La Critica d’Arte» i Fatti di Masolino e di Masaccio.

1941

Pubblica il saggio Arte italiana e arte tedesca, conferenza tenuta a Firenze nel ciclo «Romanità e

Germanesimo».

1942

Per l’Edizione dell’Istituto nazionale di studi del Rinascimento di Milano pubblica il saggio Carlo Braccesco.

1943

Viene sospeso dall’insegnamento universitario per essersi rifiutato di prestare servizio sotto la Repubblica sociale italiana. Fonda il periodico «Proporzioni», inaugurato dal saggio Ultimi studi sul Caravaggio e la sua cerchia.

1945

Riprende l’insegnamento all’Università di Bologna.

1946

Pubblica il Viatico per cinque secoli di pittura veneziana, rassegna dell’esposizione Cinque secoli di pittura veneziana, allestita a Venezia nel 1945.

1948

Organizza a Bologna la mostra su Giuseppe Maria Crespi.

1949

È chiamato alla cattedra di Storia dell’arte medievale e moderna all’Università di Firenze: qui rimarrà fino al 1966, quando lascerà l’insegnamento per raggiunti limiti di età.

1950

Fonda la rivista «Paragone»: nel primo numero pubblica lo scritto programmatico della rivista, Proposte per una critica d’arte. Riceve dall’Accademia dei Lincei il premio del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi per la Critica dell’arte e la poesia.

1951

Organizza a Palazzo Reale di Milano la grande Mostra del Caravaggio e dei caravaggeschi.

1952

Pubblica la monografia Il Caravaggio.

1953

A Palazzo Reale a Milano allestisce la mostra I pittori della realtà in Lombardia.

1956

Pubblica il volume Il Correggio e la Camera di San Paolo a Parma. Avvia l’edizione delle Opere complete, ricapitolazione dei suoi scritti.

1958

Organizza la rassegna Arte lombarda dai Visconti agli Sforza, conclusione del trittico delle mostre milanesi.

1970

Muore il 3 giugno.

Esce postumo su «Paragone» Un apice di Polidoro da Caravaggio, l’ultimo scritto. Ottemperando alle sue volontà, l’anno successivo (1971) viene costituita la Fondazione di Studi di Storia dell’Arte a lui intitolata.

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