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Inaugurazioni ed eventi di un giorno

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20 febbraio 2019

ore18

Pierluigi Camicia

Università di Roma “Tor Vergata

la grande musica russa

Mercoledì 20 febbraio alle 18.00 per i concerti di Roma Sinfonietta presso l’Università di Roma “Tor Vergata” (Auditorium "Ennio Morricone", Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) è di scena la grande musica russa col pianista Pierluigi Camicia, che si è conquistato una solida fama internazionale con i suoi recital in Italia, Europa, America ed Estremo Oriente. 
Pierluigi Camicia ha suonato alla Scala di Milano, alla Carnegie Hall di New York e in altre importanti sale in Italia, USA, Germania, Svizzera, Spagna, Francia, Polonia, Portogallo, Croazia, Cina. Rivolge particolare attenzione a repertori inusuali, in collaborazione anche con solisti e direttori di fama, cosicché i suoi concerti diventano l‘occasione di proposte musicali poliedriche e affascinanti. Si interessa anche di jazz in qualità di direttore artistico del festival di Ruvo di Puglia, che ha visto la partecipazione di Giorgio Gaslini, Uri Caine, John Taylor e altri famosi interpreti italiani e stranieri.

Aprono il concerto i Quadri di un’esposizione di Modest Musorgskij, uno dei più eccentrici compositori dell’Ottocento, che, proprio perché privo di una formazione accademica in conservatorio, poté esprimere liberamente la propria genialità. Questo suo brano è noto soprattutto nella scintillante orchestrazione che ne ha fatto Ravel, ma è nella sua versione autentica per pianoforte che può essere pienamente apprezzato in tutta la sua originalità. Si prosegue col più popolare e amato compositore russo, Pëtr Il'ič Čajkovskij: si ascolteranno Dumka, una danza tradizionale russa, e Al focolare, Barcarola, Troika e Natale, quattro brevi brani tratti dalla sua più famosa raccolta pianistica, Le Stagioni. Il concerto si conclude con Alexandr Skrjabin, di cui Camicia presenta i Cinque preludi op. 16 e la Sonata n. 4 op. 30: questi brani da un lato guardano a Chopin ma dall’altro esplorano un linguaggio musicale nuovo ed originale, tra i più personali e visionari di quegli anni di transizione tra Ottocento e Novecento.

Biglietti: euro 12,00. Ridotti: euro 8,00. Studenti: euro. 5,00

Acquistabili anche nell’atrio dell’Auditorium “E. Morricone” prima del concerto

Info per il pubblico: tel. 06 3236104, 339 8693226

[email protected] - www.romasinfonietta.com

ore 18

Fabio Santoro
ovvero la positività dei pleniluni

Galleria Vittoria

La Galleria Vittoria inaugura il 20 febbraio alle ore 18.00 la mostra personale “FABIO SANTORO ovvero la positività dei pleniluni”.
La mostra a cura di Tiziano M. Todi con testo del critico Giorgio Di Genova, propone un percorso onirico di sintesi. Lo spirito dell’artista, con indomabile istinto creativo, l’ha condotto a sperimentare una tecnica diversa, confrontandosi con un supporto insolito, dipingendo su specchio. Ispirato dal mondo circense, ha dato vita ad una serie di opere che riflettono la realtà con una personalissima forza espressiva.
Ha la virtù di accostare al lavoro di preparazione una galassia di immagini che determinano la metabolizzazione della vita.

Di Genova scrive tra l’altro di lui:

Per Fabio Santoro la vita è una sorta di circo e su questo fil rouge concettuale egli dipinge le sue opere notturne, come ribadisce la costante presenza della luna.

…Scelta in ottemperanza ad un personale sperimentalismo, questa particolare tecnica di pittura su specchio, come anche quella su vetro di altri lavori, a causa dell’insita repulsione delle superfici costringe Santoro a soluzioni esecutive più sintetiche, sia nelle stesure, per lo più lunghe e prive di compattezza talora fino alle striature lineari (ed è il caso del dipinto su vetro del 2016 Una panchina per riflettere), sia nella resa delle immagini, o meglio le loro sagome, spesso in nero come se fossero in controluce e comunque mai definite nei dettagli. E’ così che ciascun lavoro risulta di un’essenzialità tecnica e linguistica…

… Tutto il discorso di Fabio Santoro è illuminato, per così dire, dal plenilunio. Ed il rapporto dei personaggi (alteri ego del pittore?) è ovviamente variato secondo le circostanze. Se in Sempre è stata qui (2019) un omino, in concomitanza a questa constatazione, fa un salto di gioia, sostenendosi col suo bastone di passeggio, in un altro dipinto del 2019, ma su vetro, alcune alte cime relegano in un angolo la luna piena, impendendone ad un uomo con alto cappello e di spalle la piena contemplazione. Ma in questo caso si tratta di una scena della realtà, infatti ci avvisa il titolo che Era solo un sogno, ovvero una sorta di incubo per uno come Fabio che attribuisce grandi influssi positivi al plenilunio.

21 febbraio 2019

ore 18

Andrea Calabresi

Sun, and Close Landscapes

a cura di Daina Maja Titonel

21 febbraio - 18 aprile 2019

Inaugurazione giovedì 21 febbraio 2019 ore 18

Via di Monserrato 30 – 00186 Roma

Giovedì 21 febbraio 2019, alle ore 18, si inaugura a Roma alla MAC Maja Arte Contemporanea la personale del fotografo italiano Andrea Calabresi. In mostra una selezione di quindici fotografie in bianco e nero appartenenti alle serie "Close Landscapes" e "The Upper Half"; due progetti di lunga durata, aventi per tema il paesaggio, la Luna e il Sole, in cui la tecnica fotografica analogica viene utilizzata per ottenere la massima ricchezza espressiva delle immagini.

Di "Close Landscapes" (2001-2009) si espongono sei stampe vintage (formato cm 60x120) alla gelatina ai sali d'argento su carta baritata, stampate dall'autore stesso. La semplice composizione delle fotografie (due bande orizzontali: terra/cielo) e l'accurata attenzione alla resa della luce naturale spingono lo spettatore ad un'intimità contemplativa che restituisce sulla pelle la suggestione del caldo o del freddo, dell'umido o della secchezza della terra e dell'aria che la sovrasta.

La serie debutta nell'autunno del 2006 a New York presso la MV Gallery di Tribeca e l'anno successivo viene presentata a Roma accompagnata da un prezioso volume con la prefazione di Arno Rafael Minkkinen il quale, a proposito di questo lavoro, osserva: "Calabresi dedica un occhio alla perpetua presenza del cielo, l'altro alla palpabile superficie della terra. Tuttavia nessuna gerarchia è mostrata o voluta. Le sue immagini sembrano invece suggerire che ciò che accade nel cielo e ciò che accade sulla terra sia egualmente affascinante. [...] Le immagini parlano di eventi naturali, delle armonie e disarmonie del rapporto tra il nostro corpo terreno e la nostra mente fluttuante. [...] partecipano dell'eterno dramma del desiderio di portare il paradiso sulla terra e di innalzare il nostro essere terreno verso la sacralità dell'infinito."

"Il progetto ha due fonti di ispirazione letteraria," – sottolinea Calabresi – "i primi versi de L’infinitodi Giacomo Leopardi e il concetto del verosimile di Alessandro Manzoni. L'intento del mio lavoro è di ridurre, con un'attenta ricerca tecnica, sia l'enfasi estetica che la carica di artificiosità che il mezzo fotografico porta con sé essendo ancora legato al pittorialismo. Cerco di portare l'oggetto alla sua essenza spogliandolo delle sovrastrutture. I miei paesaggi diventano così l'opposto di una 'veduta', ne negano proprio la possibilità (come la famosa ‘siepe’). Questo lavoro di sottrazione consente di spostare l'attenzione dal referente alla rappresentazione rendendo le immagini evocative e consentendo agli effetti di luce, alle trame e ai toni di acquisire un valore espressivo dominante."

Dopo il successo nel 2014 della mostra "Moon", la MAC Maja Arte Contemporanea presenta in questa occasione per la prima volta al pubblico, "Sun", la seconda parte del progetto "The UpperHalf" (2006-2018), esponendo otto fotografie alla gelatina ai sali d'argento su carta baritata (cm 50x50) e una stampa ai pigmenti di grande formato (cm 150x190), quest'ultima in edizione unica.

In "The Upper Half" Andrea Calabresi rende omaggio alle sorgenti luminose per eccellenza: il Sole e la Luna; un'esplorazione dei limiti della stessa visibilità, da una parte la fonte di luce più potente che conosciamo, dall'altra il suo pallido riflesso proiettato sulla Terra dal suo satellite.

Nei grandi cieli diurni, dove il Sole illumina prepotentemente la spettacolare casualità degli eventi atmosferici, Calabresi ricerca la fusione tra la purezza di una visione infantile e la complessità del guardare propria dell'età adulta.

Con una tecnica complessa, che cerca di farsi invisibile per ricreare la semplicità del guardare con i nostri occhi, il fotografo insegue una forma di realismo percettivo dell'immagine, rifiutando qualsiasi deriva pittorica o spettacolarizzazione della visione, senza alterare la prospettiva ed esasperare i toni, proseguendo così l'intento estetico di "Close Landscapes".

La mostra è nel programma della manifestazione "MFR19 - Mese della Fotografia", che si tiene a Roma dall'1 al 31 marzo 2019, organizzata dall'associazione FARO.

 

NOTE BIOGRAFICHE

Andrea Calabresi nasce a Roma nel 1967. Comincia a scattare fotografie e a lavorare in camera oscura fin da bambino. Inizialmente autodidatta deve la formazione successiva a James Megargee e ad Arno Rafael Minkkinen.

E' fotografo professionista dal 1990, lavorando in vari campi, ma soprattutto in fotografia d'architettura. Nel 1996 apre a Roma un laboratorio di stampa fine art in bianco e nero e si concentra sullo studio della tecnica, i progetti artistici, la ricerca storico critica e l'insegnamento. Insegnamento che tutt'oggi svolge presso Corsi Foto Analogica, Spazio Labò, il Toscana Photographic Workshops (TPW) dal 2003 e la Syracuse University (New York) dove è visiting professor dal 2004.

Il suo lavoro artistico si incentra su progetti di lunga durata, come le vedute urbane di "Domande sul senso dello spazio" (1995-2002), i paesaggi di "Close Landscapes" (2001- 2008) e "The Upper Half" (2006-2018).

Venerdì 22 febbraio 2019

ore 16

Claud Hesse

sculture interattive, ritratti immortali e altre opere

MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma

MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma è lieto di presentare la conferenza dell’artista visiva Claud Hesse, formatasi tra l’Italia e Berlino, presso la sala cinema del MACRO. Durante la conferenza, supportata da sistemi audiovisivi e l’esposizione di alcune opere, l’artista svelerà i suoi più recenti lavori nati da collaborazioni di eccellenza con istituzioni tra cui l’INFN |Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Frascati| e vari esperti, quali fisici teorici, genetisti, musicisti e molto altro.

Uno speciale focus sarà rivolto al famoso progetto dei DNA-PORTRAIT, che vede l’ideazione e la realizzazione di ritratti ispirati dal genotipo di varie persone, tra cui molte anche illustri (vi invitiamo a scoprire quali!) e che ha partecipato a numerose mostre in Italia e all’estero, vincendo diversi premi. Saranno anche presentate sculture interattive come BIG CONSCIENCE, esposta a Berlino, e DNA-EPIGEN esposta presso il MUSE - Museo delle Scienze di Trento.

Interverrà alla conferenza Lucia Martinelli, ricercatrice del MUSE Museo delle Scienze di Trento, che ha curato la mostra del MUSE “Genoma Umano. Quello che ci rende unici”.

L’artista sarà lieta di offrire un brindisi al termine della conferenza agli amici intervenuti!

Biografia Claud Hesse:

Claud Hesse vive e lavora tra l’Italia e Berlino. Dopo la maturità classica si iscrive all’Università di Biotecnologie, dove approfondisce gli studi di genetica e di fisica. Si Diploma in Pittura all’Accademia di Belle Arti con il massimo dei voti per specializzarsi, poi, in Arti Visive con 110/110 e Lode e Bacio accademico.

E’ autore del libro “UNO Arte – Musica – Fisica quantistica” | contiene interviste: al Compositore-musicista Giovanni Allevi (laureato in Filosofia con una tesi su “Il vuoto nella fisica contemporanea”) ed al Prof. Danilo Babusci dell’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Frascati | pubblicato da EAI Edizioni Accademiche Italiane ISBN 978-3-639-77006-3.

La sua ricerca artistica è volta ad indagare la natura, l’uomo, in quanto parte integrante di essa, e la realtà stessa partendo da un punto di vista rovesciato. In una sorta di “Rivoluzione Copernicana” dell’immagine e dell’immaginario collettivo Claud indaga la realtà partendo dall’infinitamente piccolo per ribaltarlo nel macro e trovando con esso connessioni matematiche e filosofiche inattese. Hesse tenta, dunque, di rendere visibile l’invisibile ricercando costantemente quel Fil Rouge che accomuna le varie sfaccettature della realtà, sia del microcosmo che del macrocosmo, e che, trasformandosi nel mitico Filo di Arianna, tenta di ricongiungerci ad un UNICUM.

Ha una lunga collaborazione con la galleria PIOMONTI arte contemporanea - Roma. Ha partecipato a svariate mostre sia in Italia che all'estero ed è presente in prestigiose collezioni private e museali.

MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma

via Nizza 138.

ore 18.30
Apertura straordinaria e incontro
Costellazione2. Joseph Beuys: Viaggi in Italia
Mostra a cura di Giuseppe Garrera e Maria Gazzetti

Con MAX RENKEL e GIUSEPPE GARRERA

Max Renkel è artista, collezionista e produce libri d’arte. Vive da molti anni in Italia. Per la mostra “Costellazione 2” ha curato la grafica del volume  Storie di collezionismo di strada, Passaggi e derive per la città di Roma in cerca di tesori di Giuseppe Garrera (edizioni Museo Casa di Goethe 2018). Con il curatoreGiuseppe Garrera parlerà di Joseph Beuys come artista, al di là del personaggio pubblico e politico.
 
Ingresso € 3,00. Senza prenotazione

La mostra "Costellazione2" è stata prolungata fino al 28.4.2019.
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ore 18:30

MERAVIGLIE D'ORIENTE di Luigi Ballarin

Medina Roma 

Dal 22 al 28 Febbraio presso gli spazi Medina Roma mostra personale Meraviglie d'Oriente di Luigi Ballarin. Artista veneto innamorato della cultura orientale, ci condurrà tra i colori, le forme e i profumi del mondo arabo. Durante la serata inaugurale interverrà il critico Giuseppe Salerno.

Vernissage: Venerdì 22 Febbraio ore 18:30. 

Apertura al pubblico: Lun- Ven 10:00-13:00 e 15:00-19:00.

Medina Roma 

via A. Poliziano 32,34,36

23 febbraio 2019

ore 17.30

Sabine Meyer, “il clarinetto di Karajan”

Aula Magna della Sapienza

Sabine Meyer, “il clarinetto di Karajan” in uno spettacolare concerto di trascrizioni di brani popolarissimi,

insieme ai sax e al piano dell’Alliage Quintett

Sabine Meyer, uno dei più celebri clarinetti di oggi, suona con i sassofoni e il pianoforte dell’Alliage Quintett ai concerti IUC nell’Aula Magna della Sapienza (Città Universitaria, Piazzale Aldo Moro 5) sabato 23 febbraio alle 17.30.

Herbert von Karajan voleva assolutamente Sabine Meyer come primo clarinetto dei suoi Berliner Philharmoniker, ma l’orchestra non era d’accordo, perché per secolare tradizione le donne non erano ammesse nei suoi ranghi: si giunse a un passo dalla rottura, ma alla fine Karajan la spuntò. A sorpresa, dopo appena un anno, la Meyer lasciò i Berliner per intraprendere una strepitosa carriera di solista, suonando con più di trecento orchestre, tra cui praticamente tutte le più prestigiose del mondo. È particolarmente interessata alla musica da camera e in questo campo ha collaborato con celebrati musicisti, come i pianistiHeinrich Schiff, Leif Ove Andsnes e Fazil Say, il violinista Gidon Kremer, i Quartetti Tokyo, Hagen e Modigliani. Ha inciso numerosi dischi per EMI, Deutsche Grammophon, Sony e Avi-music, con un repertorio che va dal periodo preclassico all’epoca contemporanea e include tutte le più importanti composizioni per clarinetto. Ha vinto numerosi premi tra cui per otto volte l’Echo Classic. Nel 2010 è stata nominata “Chevalier des Arts et des Lettres” dal governo francese. Si deve in gran parte a lei la rinnovata attenzione data al clarinetto, strumento spesso sottovalutato in ambito solistico.

L’Alliage Quintett - basato in Germania e formato da musicisti che vengono dalla stessa Germania, Canada, Corea e Armenia - coltiva sonorità quasi sinfoniche, inusuali per appena cinque strumenti. Il suo repertorio consiste di arrangiamenti di musiche di tutte le epoche, realizzati appositamente per questo gruppo. Già col suo primo disco, nel 2005, ha vinto l’Echo Klassik, cui ne è seguito un altro nel 2014. È ospite delle più grandi sale e dei principali festival d’Europa, America e Asia.

In questo loro concerto la Meyer e l’Alliage Quintet propongono un programma di trascrizioni uniche, spettacolari e popolarissime, dalle Danze polovesiane del “Principe Igor” di Borodin all’Apprendista Stregonedi Dukas e all’Uccello di Fuoco di Stravinskij, passando per il barocco di Purcell, i sapori brasiliani di Milhaude per cinque brevi pezzi di Šostakovič, stranamente leggeri e disimpegnati per un autore solitamente così complesso e cupo. Un’occasione davvero speciale per godere di questo incredibile impasto timbrico, allo stesso tempo raffinato e tagliente, elegante e tzigano, brillante e malinconico. Da questo progetto straordinario è nato anche un cd, acclamatissimo, ci cui la stampa ha scritto che la Meyer e questo quintetto “creano la straordinaria illusione del suono di una grande orchestra e danno vita a una musica magica come alcune storie fatate che ci incantano” (Classic FM). Da non perdere.

ore 18.30

INTROSPECTIVE WINDOW

Bankeri | Renzo Bellanca

Penelope Chiara Cocchi

Micaela Lattanzio | Barbara Salvucci

A cura di Valentina Luzi

GALLERIA EMMEOTTO

Palazzo Taverna – Via di Monte Giordano, 36 - 00186 Roma

Opening Sabato 23 Febbraio 2019 ore 18.30

25 Febbraio – 31 Maggio 2019

“Il potere creativo della mente si sveglia vivace mentre forma il finito dall’indefinito”

Goethe - Howards Ehrengedächtnis

L’arte è la finestra introspettiva sulla nostra interiorità.

Da questa immagine visiva e mentale nasce l’idea della mostra che inaugura sabato 23 febbraio alla Galleria Emmeotto a Palazzo Taverna.

Una finestra da cui ognuno di noi può e deve guardare per perdersi e ritrovarsi, per comprendere non il significato a tutti i costi, ma per conoscere ed entrare in sinergia con una sensibilità altra, per compiere un percorso a ritroso fino all’essenza di un’opera d’arte, mezzo che amplifica il sentire nostro e degli artisti, i quali restituiscono alla realtà più di quello che prendono da essa.

Una finestra come luogo di frontiera e, allo stesso tempo, di contatto e fusione tra verità e immaginazione, tra passato e futuro, tra mente e corpo, dove le dinamiche emozionali personali esplorano e cercano un riscontro nella rappresentazione, in un continuo

movimento interno che non si ferma mai.

Il raccontarsi degli artisti è il viaggio emotivo tra ricerca interiore ed evoluzione materica, all’interno del sé, il percorso di nascita, scoperta, crescita, decomposizione e ri-creazione sotto altre forme, una palingenesi che scrive e riscrive un diario personale, elemento dopo elemento, pagina dopo pagina e si arricchisce di esperienze come una pièce teatrale si infittisce di dialoghi.

Ogni artista in mostra vive il processo creativo in maniera totalizzante, una sorta di catarsi necessaria, che scopre e rivela, con la singolarità del modus operandi, una prospettiva differente, che ci permette di guardare al di là dell’apparenza e di instaurare quell’empatia dalle molteplici sfaccettature che solo la nostra interiorità può generare, ancora di più se ci troviamo ad interagire con gli stimoli dettati da diverse espressioni e linguaggi.

Renzo Bellanca, attraverso una selezione di opere della serie Satellite Map, realizzate con tecnica mista su carta e tela nel 2018, ci accompagna in un percorso stratigrafico tra mappe e paesaggi, ma senza corrispondenze precise. Il sovrapporsi di elementi fisici, interiori e mentali diventa un tragitto di contaminazione tra presente e memoria, in una dimensione astratta e macrocosmica, ma nonostante questo, riconoscibile e intima, che va a occupare gli spazi tra la realtà e l’inconscio, l’immaginazione e il pensiero razionale. Il trattamento e l’interpretazione del colore diventano la bussola del cammino che si dispiega tra confini, limiti, insenature e isole fuori e dentro di noi. Una carta geografica che, ogni volta, si arricchisce di nuovi segni e simboli.

Micaela Lattanzio parte da un’indagine fotografica, rielabora l’immagine da lei realizzata e la rende elemento “pittorico”. Da un minuzioso e attento lavoro che si basa sulla ripetizione del multiplo circolare, arriva alla creazione di un insieme, una nuova prospettiva composta da architetture complesse che avvolgono lo spettatore in suggestioni emotive. Che siano elementi presenti in Natura, come l’inedito dittico Nucleo (2018) o corpi, in essi è proposta una visione introspettiva, uno scenario surreale “fragmentato”, un mosaico che crea una terza dimensione materica e narrativa che va oltre l’estetica e fa riflettere sull’essenza e sull’esplorazione dell’uomo e del suo sentire le forme naturali da cui trae benessere psicofisico .

Nei lavori inediti realizzati per la mostra da Barbara Salvucci, il segno ripetuto e continuo della produzione precedente si fa più intenso, fitto, totale. Il tratto mandalico, in un gioco continuo di pieni e di vuoti, da una meditata e controllata concentrazione dà vita ad una forte irrazionalità emozionale come in un sogno o in una visione onirica, dove tutto sembra ignoto, ma riconoscibile. Il movimento coinvolge, inevitabilmente, chi guarda, a volte in vortici astratti, altre in ondulazioni mantriche fino a spostarlo in uno spazio fisico e interno differente, in particolar modo quando la luce viene meno e l’opera al buio diventa altro al di fuori di sé e di noi, e tutto cambia, la percezione, la vibrazione del corpo e della cognizione.

Bankeri utilizza come medium la carta e la tecnica del collage, in binomio con un’abile capacità di mixare le scelte cromatiche, ed è in questo processo di rigenerazione materica che avviene la trasformazione del messaggio personale. La spontanea meticolosità del gesto artistico ripetuto esalta la potenza visiva. Lo smembramento e il riassemblaggio di un’immagine precedente, un pensiero, un’idea o uno stato d’animo ci permettono di librare in un’inedita cosmogonia di stelle. Seppur la trattazione dello spazio sembra dirompere in maniera casuale e caotica, in realtà, tutto è dettato da una continuità, da una regia dalla voce distinta che va oltre la bidimensionalità della tela, in equilibrio

perfetto tra inquietudine e la sensazione inebriante che stia per succedere qualcosa di inaspettato, soprattutto dopo che le opere sono state al buio, senza la luce diretta, e assorbono un’energia diversa che rivela una nuova lettura.

L’apice dell’interazione, nel percorso espositivo della mostra, avviene con lo Star Gate di Penelope, nome d’arte di Chiara Cocchi, una “finestra” di stelle che mette in comunicazione la Natura, la mente, il corpo, ma anche scienza, filosofia e sociologia. Realizzata con vetri, specchi e LED, la sua opera, crea un passaggio verso un’altra dimensione. Partendo da una rappresentazione scientifica dell’Universo, in questo caso una mappa stellare, supportata da un’accurata ricerca non solo tecnico-estetica, ma anche culturale, si arriva ad una comunicazione artistica intensa ed emozionale. Le sue esperienze e storie sono interiorizzate e raccontate attraverso lo spazio-tempo della sua sensibilità in uno scambio continuo tra macro e microcosmo, ed ognuno di noi può affacciarsi al “portale”, infinito” come lo definisce l’artista e guardar(si)e dentro.

NeI processo di creazione, il trasporto interiore plasma la materia, trattata dagli artisti con una sapienza manuale rintracciabile distintamente nelle opere realizzate. Tutti ne affrontano la scomposizione per poi darle nuova vita e significato e dialogano con il nostro sguardo più intimo. Il racconto metaforico scopre l’invisibile per trovare, mediante il gesto, una nuova scala diatonica tra sentimenti e pensieri, realtà e rappresentazione, andata e ritorno.

Ed ecco che, dalla finestra introspettiva si diffonde un vortice di affinità elettive che si instaura tra noi, gli artisti, le opere, le vite…quello che vediamo, quello che sentiamo

GALLERIA EMMEOTTO Emmeotto Arte Srl a s.u.

Palazzo Taverna | Via di Monte Giordano 36 00186 ROMA ph. +39. 06.68.30.11.27 | e-mail: [email protected] | web: www.emmeotto.net

Visite su appuntamento | Chiusura: Domenica e festivi

24 febbraio 2019

ore 18.30

IL MARE | Antonija Pacek
Roma – Auditorium Parco della Musica (Teatro Studio Gianni Borgna), Via Pietro de Coubertin, 30,
biglietti € 20 | https://www.auditorium.com/evento/antonija_pacek-20033.html

La compositrice e pianista Antonija Pacek presenta a Roma, in anteprima italiana, il suo terzo album,  IL MARE. Un concerto fatto di suoni e ritmi inesplorati, accompagnato dalle proiezioni artistiche a tema della “pittrice di onde” Susanna Montagna e dalle incursioni poetiche dell’attrice Daniela Cavallini. 

26 febbraio 2019

 ore 20.00
concerto
Anna Magdalena Kokits

Roma – in sede
ingresso libero fino a esaurimento posti

Nel suo concerto da solista la giovane e pluripremiata pianista Anna Magdalena Kokits interpreta brani di Milhaud, Janáček, Gershwin, Toch e Dünser.

 

Composizioni con un tocco di jazz incorniciano un programma che permette di viaggiare in Europa attraverso Francia, Repubblica Ceca e Austria. Trois Rag-Caprices di Darius Milhaud segna l’inizio umoristico e fascinoso di un percorso che porta ad attraversare il colorato mondo fiabesco ricco di meraviglie dei brani per pianoforte di Leoš Janáček fino al punto di sosta offerto dal Nocturne I di Richard Dünser che invita il pubblico a sognare. Il brano di Ernst Toch, compositore austriaco di origini ebraiche, andato in esilio negli Stati Uniti nel 1933, ci proietta nel continente americano dove il viaggio si conclude brillantemente sulle note della Rapsodia in blu di George Gershwin. 

20.30

Francesca Dego in trio

Aula Magna della Sapienza

Martedì 26 febbraio alle 20.30 per i concerti della IUC nell’Aula Magna della Sapienza (Città Universitaria, Piazzale Aldo Moro 5) il pubblico sarà accompagnato in un percorso d'ascolto ricercato e suggestivo dal trio formato dal violino di Francesca Dego, il corno di Martin Owen e il pianoforte di Maria Perrotta.

Questi tre solisti, apprezzati all'unanimità dalla critica internazionale, si sono riuniti non solo per le affinità elettive che hanno scoperto tra loro ma anche per il piacere di suonare e far ascoltare il Trio in mi bemolle maggiore per corno, violino e pianoforte op. 40 di Johannes Brahms, un capolavoro della musica da camera del romanticismo, che è raramente seguito per la difficoltà di mettere insieme quest’insolito organico strumentale. In questo ampio brano il violino e il pianoforte trovano un insolito complemento nel corno, strumento molto amato dal compositore, che s’inserisce con il suo timbro suggestivo, che sa di romantici boschi e di antiche leggende. Non è forse un caso che l'ispirazione arrivò a Brahms durante una passeggiata nei boschi della Foresta Nera. Articolato in quattro movimenti, questo Trio alterna momenti sereni, nostalgici e talvolta anche cupi.

Prima di Brahms viene eseguito un altro raro Trio per gli stessi strumenti, scritto nel 1982 proprio come omaggio a Brahms dall'ungherese György Ligeti, uno dei maggiori compositori della seconda metà del ventesimo secolo. Questo Trio ha segnato uno spartiacque nella sua produzione, aprendo al suo stile una terza via, che andava oltre il moderno e il postmoderno: sonorità libere e ritmi asimmetrici conferiscono a questa composizione un fascino quasi selvaggio.

Completano il programma due composizioni in cui i tre componenti del trio si esibiscono separatamente. Francesca Dego e Maria Perrotta eseguiranno la Sonata in mi minore per violino e pianoforte K 304 di Wolfgang Amadeus Mozart, scritta e pubblicata durante il suo soggiorno a Parigi del 1778: è in soli due movimenti, il primo “è una continua lotta tra stanca rassegnazione e incontenibile ribellione”, come ha scritto Hermann Abert, uno dei massimi studiosi di Mozart. Il secondo movimento è un Minuetto, che ha accenti introversi e anche drammatici, inconsueti in questa galante danze settecentesca. 

Martin Owen suona un assolo per corno del francese Oliver Messiaen: Appel interstellaire (letteralmente “chiamata interstellare”), sesto movimento dell'ampia composizione orchestrale Des canyons aux étoiles, commissionata all'autore per celebrare il bicentenario della dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d'America. Messiaen scrisse questo brano anche come omaggio al compositore Jean-Pierre Guèzec, un suo allievo morto prematuramente.

A nemmeno trent’anni d’età la violinista Francesca Dego si è affermata in tutto il mondo per la bellezza del timbro, le interpretazioni avvincenti, la tecnica impeccabile. Artista Deutsche Grammophon dal 2012, ha fatto il suo debutto discografico con i 24 Capricci di Paganini e in seguito si è dedicata all’incisione completa delle Sonate per violino e pianoforte di Beethoven. Nell’autunno 2017 è uscito un altro suo disco con Concerti di Paganini e Wolf-Ferrari.

L'inglese Martin Owen è considerato uno dei maggiori cornisti di oggi. Si è esibito come solista e musicista da camera in tutto il mondo. Attualmente è primo corno della Bbc Symphony Orchestra di Londra, in precedenza è stato primo corno della Royal Philharmonic Orchestra e dei Berliner Philharmoniker. È anche primo corno dell’ensemble californiano Camerata Pacifica.

Maria Perrotta è applaudita dal pubblico e dalla critica come pianista particolarmente comunicativa e sensibile. Si è affermata in importanti concorsi internazionali e si è presto imposta sulla scena internazionale come interprete bachiana. La sua incisione dal vivo delle Variazioni Goldberg di Bach ha ottenuto 5 stelle dalle riviste Amadeus, Musica, e Suonare News e il premio della critica 2012 promosso dalla rivista Musica & dischi.

27 febbraio 2019

ore 18

Gabriele Pieranunzi in Trio

Università di Roma “Tor Vergata”

Mercoledì 27 febbraio alle 18 per i concerti di Roma Sinfonietta nell’Auditorium Ennio Morricone dell’Università di Roma “Tor Vergata” (Macroarea Lettere e Filosofia, via Columbia 1) suona il trio formato da Gabriele Pieranunzi, violino, Alessandra Leardini, violoncello, e Antonello Maio,  pianoforte. In programma musiche di Galante, Cilea e Mendelssohn.

Di Carlo Galante sarà eseguito il recentissimo “Terzo libro di kenning” (2018), che fa parte di una serie di brani per vari organici ispirati all’arte del kenning praticata dagli antichi bardi del nord, che consisteva nel sostituire con perifrasi spesso oscure una parola concreta. In tempi moderni è stata ripresa da Tolkien e dalla Rowling nei loro romanzi e ora il compositore trentino, di cui si ricorda il “Dies irae” del Requiem per le vittime della mafia, eseguito nel 1993 nella cattedrale di Palermo, l’ha trasferta anche in ambito musicale. Segue il Trio in Re Maggiore di Francesco Cilea, autore di opere famose come “Adriana Lecouvreur” ma anche di un piccolo numero di raffinate composizioni strumentali del massimo interesse, come questo brano del 1886. Il concerto si conclude col Trio n. 1 in re minore, op. 49 di Felix Mendelssohn, un capolavoro del romanticismo tedesco, che dopo la prima esecuzione fu paragonato da Schumann alle composizioni di Beethoven e Schubert per questo stesso organico. Lo stesso Schumann affermò che “Mendelssohn è il Mozart del nostro momento storico”.

Il violinista Gabriele Pieranunzi si è imposto giovanisismo all’attenzione del pubblico e della critica, ottenendo una lunga serie di premi in importanti concorsi internazionali. La sua attività lo ha portato ad esibirsi nei principali centri musicali in Italia ed all’estero, tra cui Accademia di Santa Cecilia di Roma, Wigmore Hall di Londra, Herculessaal di Monaco di Baviera, Coliseum di Buenos Aires, Opera City Hall di Tokyo. Nel 2004 gli è stato conferito per chiara fama il posto di Primo violino di spalla presso il Teatro San Carlo di Napoli. Suona un violino Ferdinando Gagliano del 1762, appartenuto alla grande violinista Gioconda De Vito e gentilmente prestatogli dalla Fondazione “Pro Canale”.

La violoncellista Alessandra Leardini svolge la sua attività nel campo del solismo, della musica da camera e dell’orchestra. Numerose le sue collaborazioni con l’Orchestra Sinfonica della Rai e l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, sotto la direzione di illustri musicisti quali Prêtre, Gatti, Sinopoli, Morricone e Nyman. Come solista ha eseguito numerosi concerti in Italia e all’estero.

Il pianista Antonello Maio è vincitore di numerosi primi premi in concorsi nazionali e internazionali. Collabora con diversi gruppi strumentalie ha tenuto concerti in Austria, Spagna, Svizzera, Israele, Messico, Turchia, Giappone, affrontando un vasto repertorio che va da Bach fino ai contemporanei.

ore 18.00
NEL MARE DEI SEGNI | Sabine Müller-Funk
Roma – galleria Bruno Lisi AOC F 58, Via Flaminia 58
ingresso Libero

L’artista austriaca Sabine Müller Funk in mostra con uno spaccato dei suoi lavori presso la galleria Bruno Lisi, con la curatela di Francesca Gallo. Fino al 22 marzo 2019 (lun-ven ore 16.30-19.00).

Nel mare dei segni è la prima personale di Sabine Müller-Funk a Roma. La mostra raccoglie lavori recenti, alcuni prodotti durante i soggiorni romani: oggetti in vetro inciso, serigrafie, cortometraggi e le tipiche Mesh, composizioni stampate su materiale plastico.

Il progetto ruota attorno al grande Wirsindalleverbunden/Siamotutticollegati (2018) in cui l’artista sovrappone immagini e parole con riferimento alla rete internet, nella quale è facile smarrirsi. Questa medesima idea di palinsesto visivo e sonoro emerge nelle proiezioni su supporti installati nello spazio. Una ricerca che descrive, quindi, l’accumulo dei segni sull’individuo e nell’ambiente, che se ne impregnano.

Non a caso, al centro della raffinata ricerca di Sabine Müller-Funk vi è una prolungata riflessione sulla natura del segno, in particolare della parola, che si confonde con il disegno, che perde le sue caratteristiche comunicative, per farsi muta traccia di un processo creativo, in cui riflessione teorica e fisicità della pratica artistica hanno peso equivalente. Il mare dei segni è quello della storia dell’uomo e della attuale babele semiotica, in cui perdersi e ritrovarsi è esperienza quotidiana.

Domenica 3 marzo 2019

ore 19

Dittico

Studio Lab 138

Invitati a partecipare con due opere che "possibilmente" dialogassero tra loro, i 10 migliori finalisti del concorso 9" Rosso, lliberi da vincoli tematici Carlo Chiatti, Veronica Dalla Bona, Roberto De Luca, Bahar Hamzehpour, Jae Hee Kim, Annalisa Mercuri, Giuseppe Mongiello, Eleonora Monguzzi, Augusto Orestini, Fabio  Tasso, hanno aderito al progetto espositivo, potendo "mostrare" una continuità nelle metodiche, ideative e operative.

Nella maggior parte dei lavori è ben evidente una chiara cifra stilistica, in altri l’accostamento dei due elementi ha messo in luce una matrice comune che si discosta, significativamente, dal lavoro selezionato per il concorso 2019 9" Rosso.

Inaugurazione Domenica 3 Marzo ore 19

dal 3al 17 marzo 2019

Sede:

Studio Lab 138

orari 

Mercoledì e venerdì dalle 17 alle 19.30

in altri giorni e in altri orari su appuntamento chiamando il 3273371588

http://studiolab138.altervista.org/dittico.html

Lunedì 4 marzo 2019

ore 20 

Il tempo esiste solo nel nostro cervello?
Domenica Bueti, Sissa di Trieste e Mauro Dorato, Università di Roma Tre 

​Piccolo Eliseo

Dopo il grandissimo successo delle passate edizioni, che hanno registrato sempre il tutto esaurito, riprende quest’anno al Piccolo Eliseo il terzo ciclo di incontri La Scienza e noi. 
La rassegna è a cura di Viviana Kasam, giornalista e presidente di BrainCircleItalia, associazione no-profit nata sotto l’egida di Rita Levi Montalcini con l'obiettivo di incentivare la divulgazione scientifica con focus sui rapporti tra cultura e cervello e del loro impatto sulla trasformazione del quotidiano. 
Per sei lunedì, a partire dal 4 febbraio fino al 15 aprile, scienziati di rilievo internazionale si rivolgeranno ad un pubblico eterogeneo per trasmettere, attraverso un linguaggio discorsivo e per non addetti ai lavori, l’emozione e la bellezza della scienza. 
“L'intento quest’anno - racconta Viviana Kasam - è riuscire a spiegare al grande pubblico le nuove frontiere della ricerca scientifica, dall’intelligenza delle piante al suono del pensiero, dalla neurolinguistica alla parapsicologia, dall’esistenza del tempo alla Mate-magia che spiegherà come la magia inganna il cervello e come la matematica si struttura nel nostro pensiero”.
La manifestazione, a ingresso gratuito, è di forte richiamo non solo per ricercatori e appassionati ma soprattutto per gli studenti che interagiscono ad ogni incontro con gli scienziati anche on line, grazie alla diretta in streaming su www.brainforum.it, curata dalla media strategist Luisa Capelli. Nelle passate edizioni La scienza e noi ha registrato sulla sua pagina Facebook migliaia di visualizzazioni.

GLI APPUNTAMENTI:
Dall’intelligenza delle piante il nostro futuro è il primo appuntamento in programma  lunedì 4 febbraio alle ore 20.00.
Interverranno Renato Bruni, Università di Parma e Barbara Mazzolai, IIT (Pontedera).
Quello che le piante possono insegnare passa attraverso la loro diversità, non solo di forme ma anche per il modo in cui leggono il mondo e vi si adattano. La fotosintesi clorofilliana per esempio è un sistema ecologicamente perfetto per produrre energia per effetto delle dinamiche evolutive.
L’intelligenza delle piante ispira oggi anche la ricerca della robotica che, imitando le capacità dell’apparato radicale, sta sviluppando nuovi robot per il monitoraggio dei suoli e per l’esplorazione di ambienti impervi.
Renato Bruni insegna all’Università di Parma, dove si occupa di fitochimica. È co-fondatore del gruppo di ricerca LS9-Bioactives & Health, che studia il legame tra botanica, chimica, salute e nutrizione. 
Da diversi anni conduce una intensa attività di divulgazione sui temi della botanica e per Codice Edizioni ha pubblicato Erba Volant – Imparare l’innovazione dalle piante, con il quale si è aggiudicato lo Science Book Award 2017 e Le piante son brutte bestie, dedicato alla scienza del giardinaggio. I suoi libri sono stati tradotti in Germania, Cina, Turchia, Francia. Da quasi 10 anni cura il blog erbavolant e una omonima pagina Facebook sulle complicate relazioni ecologiche e culturali tra uomini e vegetali.

Barbara Mazzolai, biologa con un dottorato in ingegneria dei microsistemi, è attualmente la direttrice del Centro di Micro-BioRobotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Barbara lavora da sempre su tematiche legate al mondo naturale e al monitoraggio ambientale, tant’è che la sua attività le è valsa numerosi riconoscimenti, tra cui il prestigioso premio “Marisa Bellisario” e la Medaglia del Senato. Grazie al suo spirito innovativo nel settore della robotica, nel 2015 è stata anche riconosciuta tra le 25 donne più influenti nel settore della robotica.

Piccolo Eliseo – ore 20.00
Via Nazionale 183 – 00184 Roma
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Prenotazioni: [email protected]
Info: www.brainforum.it


Ufficio Stampa: Madia Mauro: 347.0492505 - [email protected]
Comunicazione: Maria Luisa Migliardi Euro Forum srl – 06.8088854 
Organizzazione: Elisa Rapisarda

14 marzo 2018

ore 17.00

Preghiera per Cernobil

 Sala Giunta di Palazzo Savelli (sede del Comune di Albano Laziale) in P.zza Costituente, 1

BIBLIOTECA COMUNALE DI ALBANO "CESARE DE SANCTIS"

V.le Risorgimento, 5
Tel.069320534 - [email protected]

 

Cari Amici,
la Biblioteca di Albano è lieta di invitarVi al nuovo ciclo di incontri con il Prof. Aldo Onorati nell'ambito della XIV edizione del Circolo Letterario dal titolo "Nobel d'Autore".
 

Filo conduttore di questo ciclo di appuntamenti sarà la disamina delle diverse e talvolta inconsuete dinamiche dell'amore e dell'amicizia attraverso l'analisi critica di grandi opere della Letteratura Internazionale, nate dalla penna di Autori insigniti del Premio Nobel. 
 

Il primo appuntamento sarà dedicato al racconto "La sinfonia pastorale" di André Gide ed avrà luogo giovedì 15 novembre 2018 alle ore 17:00 presso la Sala Giunta di Palazzo Savelli (sede del Comune di Albano Laziale) in P.zza Costituente, 1 (primo piano raggiungibile anche con l'ascensore).

 

E'  POSSIBILE  PARTECIPARE  AL  CIRCOLO  SOLO  SE  ISCRITTI  AD  UNA  DELLE  BIBLIOTECHE  DEL  CONSORZIO SBCR: 
si prega quindi di recarsi in una qualsiasi Biblioteca dei Castelli Romani per Sottoscrivere la propria Tessera o Rinnovarla nel caso fosse già scaduta.
 

E'  NECESSARIO   DARE   COMUNICAZIONE  DELLA  PROPRIA  ISCRIZIONE  AL   CIRCOLO  LETTERARIO,  ANCHE SE NON SI INTENDE PARTECIPARE A TUTTI GLI INCONTRI contattando la Biblioteca allo 06/9320534 o al seguente indirizzo di posta elettronica [email protected], indicando i propri dati. 
 

Modera: Alessandra Zeppieri

Progetto: Aldo Onorati, Francesca Ginestra

Lunedì 18 marzo 2019

ore 20 

Magia, cervello e matematica: come i numeri governano il nostro pensiero 
Antonietta Mira, Università della Svizzera italiana e Università dell’Insubria e Giorgio Vallortigara, Università di Trento

​Piccolo Eliseo

Dopo il grandissimo successo delle passate edizioni, che hanno registrato sempre il tutto esaurito, riprende quest’anno al Piccolo Eliseo il terzo ciclo di incontri La Scienza e noi. 
La rassegna è a cura di Viviana Kasam, giornalista e presidente di BrainCircleItalia, associazione no-profit nata sotto l’egida di Rita Levi Montalcini con l'obiettivo di incentivare la divulgazione scientifica con focus sui rapporti tra cultura e cervello e del loro impatto sulla trasformazione del quotidiano. 
Per sei lunedì, a partire dal 4 febbraio fino al 15 aprile, scienziati di rilievo internazionale si rivolgeranno ad un pubblico eterogeneo per trasmettere, attraverso un linguaggio discorsivo e per non addetti ai lavori, l’emozione e la bellezza della scienza. 
“L'intento quest’anno - racconta Viviana Kasam - è riuscire a spiegare al grande pubblico le nuove frontiere della ricerca scientifica, dall’intelligenza delle piante al suono del pensiero, dalla neurolinguistica alla parapsicologia, dall’esistenza del tempo alla Mate-magia che spiegherà come la magia inganna il cervello e come la matematica si struttura nel nostro pensiero”.
La manifestazione, a ingresso gratuito, è di forte richiamo non solo per ricercatori e appassionati ma soprattutto per gli studenti che interagiscono ad ogni incontro con gli scienziati anche on line, grazie alla diretta in streaming su www.brainforum.it, curata dalla media strategist Luisa Capelli. Nelle passate edizioni La scienza e noi ha registrato sulla sua pagina Facebook migliaia di visualizzazioni.

GLI APPUNTAMENTI:
Dall’intelligenza delle piante il nostro futuro è il primo appuntamento in programma  lunedì 4 febbraio alle ore 20.00.
Interverranno Renato Bruni, Università di Parma e Barbara Mazzolai, IIT (Pontedera).
Quello che le piante possono insegnare passa attraverso la loro diversità, non solo di forme ma anche per il modo in cui leggono il mondo e vi si adattano. La fotosintesi clorofilliana per esempio è un sistema ecologicamente perfetto per produrre energia per effetto delle dinamiche evolutive.
L’intelligenza delle piante ispira oggi anche la ricerca della robotica che, imitando le capacità dell’apparato radicale, sta sviluppando nuovi robot per il monitoraggio dei suoli e per l’esplorazione di ambienti impervi.
Renato Bruni insegna all’Università di Parma, dove si occupa di fitochimica. È co-fondatore del gruppo di ricerca LS9-Bioactives & Health, che studia il legame tra botanica, chimica, salute e nutrizione. 
Da diversi anni conduce una intensa attività di divulgazione sui temi della botanica e per Codice Edizioni ha pubblicato Erba Volant – Imparare l’innovazione dalle piante, con il quale si è aggiudicato lo Science Book Award 2017 e Le piante son brutte bestie, dedicato alla scienza del giardinaggio. I suoi libri sono stati tradotti in Germania, Cina, Turchia, Francia. Da quasi 10 anni cura il blog erbavolant e una omonima pagina Facebook sulle complicate relazioni ecologiche e culturali tra uomini e vegetali.

Barbara Mazzolai, biologa con un dottorato in ingegneria dei microsistemi, è attualmente la direttrice del Centro di Micro-BioRobotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Barbara lavora da sempre su tematiche legate al mondo naturale e al monitoraggio ambientale, tant’è che la sua attività le è valsa numerosi riconoscimenti, tra cui il prestigioso premio “Marisa Bellisario” e la Medaglia del Senato. Grazie al suo spirito innovativo nel settore della robotica, nel 2015 è stata anche riconosciuta tra le 25 donne più influenti nel settore della robotica.

Piccolo Eliseo – ore 20.00
Via Nazionale 183 – 00184 Roma
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Prenotazioni: [email protected]
Info: www.brainforum.it


Ufficio Stampa: Madia Mauro: 347.0492505 - [email protected]
Comunicazione: Maria Luisa Migliardi Euro Forum srl – 06.8088854 
Organizzazione: Elisa Rapisarda

Lunedì 1 aprile 2019

ore 20 

Leggere il pensiero: dalla parapsicologia alla scienza
Fabio Babiloni, Università la Sapienza

​Piccolo Eliseo

Dopo il grandissimo successo delle passate edizioni, che hanno registrato sempre il tutto esaurito, riprende quest’anno al Piccolo Eliseo il terzo ciclo di incontri La Scienza e noi. 
La rassegna è a cura di Viviana Kasam, giornalista e presidente di BrainCircleItalia, associazione no-profit nata sotto l’egida di Rita Levi Montalcini con l'obiettivo di incentivare la divulgazione scientifica con focus sui rapporti tra cultura e cervello e del loro impatto sulla trasformazione del quotidiano. 
Per sei lunedì, a partire dal 4 febbraio fino al 15 aprile, scienziati di rilievo internazionale si rivolgeranno ad un pubblico eterogeneo per trasmettere, attraverso un linguaggio discorsivo e per non addetti ai lavori, l’emozione e la bellezza della scienza. 
“L'intento quest’anno - racconta Viviana Kasam - è riuscire a spiegare al grande pubblico le nuove frontiere della ricerca scientifica, dall’intelligenza delle piante al suono del pensiero, dalla neurolinguistica alla parapsicologia, dall’esistenza del tempo alla Mate-magia che spiegherà come la magia inganna il cervello e come la matematica si struttura nel nostro pensiero”.
La manifestazione, a ingresso gratuito, è di forte richiamo non solo per ricercatori e appassionati ma soprattutto per gli studenti che interagiscono ad ogni incontro con gli scienziati anche on line, grazie alla diretta in streaming su www.brainforum.it, curata dalla media strategist Luisa Capelli. Nelle passate edizioni La scienza e noi ha registrato sulla sua pagina Facebook migliaia di visualizzazioni.

GLI APPUNTAMENTI:
Dall’intelligenza delle piante il nostro futuro è il primo appuntamento in programma  lunedì 4 febbraio alle ore 20.00.
Interverranno Renato Bruni, Università di Parma e Barbara Mazzolai, IIT (Pontedera).
Quello che le piante possono insegnare passa attraverso la loro diversità, non solo di forme ma anche per il modo in cui leggono il mondo e vi si adattano. La fotosintesi clorofilliana per esempio è un sistema ecologicamente perfetto per produrre energia per effetto delle dinamiche evolutive.
L’intelligenza delle piante ispira oggi anche la ricerca della robotica che, imitando le capacità dell’apparato radicale, sta sviluppando nuovi robot per il monitoraggio dei suoli e per l’esplorazione di ambienti impervi.
Renato Bruni insegna all’Università di Parma, dove si occupa di fitochimica. È co-fondatore del gruppo di ricerca LS9-Bioactives & Health, che studia il legame tra botanica, chimica, salute e nutrizione. 
Da diversi anni conduce una intensa attività di divulgazione sui temi della botanica e per Codice Edizioni ha pubblicato Erba Volant – Imparare l’innovazione dalle piante, con il quale si è aggiudicato lo Science Book Award 2017 e Le piante son brutte bestie, dedicato alla scienza del giardinaggio. I suoi libri sono stati tradotti in Germania, Cina, Turchia, Francia. Da quasi 10 anni cura il blog erbavolant e una omonima pagina Facebook sulle complicate relazioni ecologiche e culturali tra uomini e vegetali.

Barbara Mazzolai, biologa con un dottorato in ingegneria dei microsistemi, è attualmente la direttrice del Centro di Micro-BioRobotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Barbara lavora da sempre su tematiche legate al mondo naturale e al monitoraggio ambientale, tant’è che la sua attività le è valsa numerosi riconoscimenti, tra cui il prestigioso premio “Marisa Bellisario” e la Medaglia del Senato. Grazie al suo spirito innovativo nel settore della robotica, nel 2015 è stata anche riconosciuta tra le 25 donne più influenti nel settore della robotica.

Piccolo Eliseo – ore 20.00
Via Nazionale 183 – 00184 Roma
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Prenotazioni: [email protected]
Info: www.brainforum.it


Ufficio Stampa: Madia Mauro: 347.0492505 - [email protected]
Comunicazione: Maria Luisa Migliardi Euro Forum srl – 06.8088854 
Organizzazione: Elisa Rapisarda

11 aprile 2018

ore 17.00

Padrone e cane

 Sala Giunta di Palazzo Savelli (sede del Comune di Albano Laziale) in P.zza Costituente, 1

BIBLIOTECA COMUNALE DI ALBANO "CESARE DE SANCTIS"

V.le Risorgimento, 5
Tel.069320534 - [email protected]

 

Cari Amici,
la Biblioteca di Albano è lieta di invitarVi al nuovo ciclo di incontri con il Prof. Aldo Onorati nell'ambito della XIV edizione del Circolo Letterario dal titolo "Nobel d'Autore".
 

Filo conduttore di questo ciclo di appuntamenti sarà la disamina delle diverse e talvolta inconsuete dinamiche dell'amore e dell'amicizia attraverso l'analisi critica di grandi opere della Letteratura Internazionale, nate dalla penna di Autori insigniti del Premio Nobel. 
 

Il primo appuntamento sarà dedicato al racconto "La sinfonia pastorale" di André Gide ed avrà luogo giovedì 15 novembre 2018 alle ore 17:00 presso la Sala Giunta di Palazzo Savelli (sede del Comune di Albano Laziale) in P.zza Costituente, 1 (primo piano raggiungibile anche con l'ascensore).

 

E'  POSSIBILE  PARTECIPARE  AL  CIRCOLO  SOLO  SE  ISCRITTI  AD  UNA  DELLE  BIBLIOTECHE  DEL  CONSORZIO SBCR: 
si prega quindi di recarsi in una qualsiasi Biblioteca dei Castelli Romani per Sottoscrivere la propria Tessera o Rinnovarla nel caso fosse già scaduta.
 

E'  NECESSARIO   DARE   COMUNICAZIONE  DELLA  PROPRIA  ISCRIZIONE  AL   CIRCOLO  LETTERARIO,  ANCHE SE NON SI INTENDE PARTECIPARE A TUTTI GLI INCONTRI contattando la Biblioteca allo 06/9320534 o al seguente indirizzo di posta elettronica [email protected], indicando i propri dati. 
 

Modera: Alessandra Zeppieri

Progetto: Aldo Onorati, Francesca Ginestra

Lunedì 15 aprile 2019

ore 20 

Blockchain: oltre il bitcoin c’è di più
Renato Grottola, direttore generale Trasformazione digitale di Dnv GL–Business Assurance

​Piccolo Eliseo

Dopo il grandissimo successo delle passate edizioni, che hanno registrato sempre il tutto esaurito, riprende quest’anno al Piccolo Eliseo il terzo ciclo di incontri La Scienza e noi. 
La rassegna è a cura di Viviana Kasam, giornalista e presidente di BrainCircleItalia, associazione no-profit nata sotto l’egida di Rita Levi Montalcini con l'obiettivo di incentivare la divulgazione scientifica con focus sui rapporti tra cultura e cervello e del loro impatto sulla trasformazione del quotidiano. 
Per sei lunedì, a partire dal 4 febbraio fino al 15 aprile, scienziati di rilievo internazionale si rivolgeranno ad un pubblico eterogeneo per trasmettere, attraverso un linguaggio discorsivo e per non addetti ai lavori, l’emozione e la bellezza della scienza. 
“L'intento quest’anno - racconta Viviana Kasam - è riuscire a spiegare al grande pubblico le nuove frontiere della ricerca scientifica, dall’intelligenza delle piante al suono del pensiero, dalla neurolinguistica alla parapsicologia, dall’esistenza del tempo alla Mate-magia che spiegherà come la magia inganna il cervello e come la matematica si struttura nel nostro pensiero”.
La manifestazione, a ingresso gratuito, è di forte richiamo non solo per ricercatori e appassionati ma soprattutto per gli studenti che interagiscono ad ogni incontro con gli scienziati anche on line, grazie alla diretta in streaming su www.brainforum.it, curata dalla media strategist Luisa Capelli. Nelle passate edizioni La scienza e noi ha registrato sulla sua pagina Facebook migliaia di visualizzazioni.

GLI APPUNTAMENTI:
Dall’intelligenza delle piante il nostro futuro è il primo appuntamento in programma  lunedì 4 febbraio alle ore 20.00.
Interverranno Renato Bruni, Università di Parma e Barbara Mazzolai, IIT (Pontedera).
Quello che le piante possono insegnare passa attraverso la loro diversità, non solo di forme ma anche per il modo in cui leggono il mondo e vi si adattano. La fotosintesi clorofilliana per esempio è un sistema ecologicamente perfetto per produrre energia per effetto delle dinamiche evolutive.
L’intelligenza delle piante ispira oggi anche la ricerca della robotica che, imitando le capacità dell’apparato radicale, sta sviluppando nuovi robot per il monitoraggio dei suoli e per l’esplorazione di ambienti impervi.
Renato Bruni insegna all’Università di Parma, dove si occupa di fitochimica. È co-fondatore del gruppo di ricerca LS9-Bioactives & Health, che studia il legame tra botanica, chimica, salute e nutrizione. 
Da diversi anni conduce una intensa attività di divulgazione sui temi della botanica e per Codice Edizioni ha pubblicato Erba Volant – Imparare l’innovazione dalle piante, con il quale si è aggiudicato lo Science Book Award 2017 e Le piante son brutte bestie, dedicato alla scienza del giardinaggio. I suoi libri sono stati tradotti in Germania, Cina, Turchia, Francia. Da quasi 10 anni cura il blog erbavolant e una omonima pagina Facebook sulle complicate relazioni ecologiche e culturali tra uomini e vegetali.

Barbara Mazzolai, biologa con un dottorato in ingegneria dei microsistemi, è attualmente la direttrice del Centro di Micro-BioRobotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Barbara lavora da sempre su tematiche legate al mondo naturale e al monitoraggio ambientale, tant’è che la sua attività le è valsa numerosi riconoscimenti, tra cui il prestigioso premio “Marisa Bellisario” e la Medaglia del Senato. Grazie al suo spirito innovativo nel settore della robotica, nel 2015 è stata anche riconosciuta tra le 25 donne più influenti nel settore della robotica.

Piccolo Eliseo – ore 20.00
Via Nazionale 183 – 00184 Roma
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Prenotazioni: [email protected]
Info: www.brainforum.it


Ufficio Stampa: Madia Mauro: 347.0492505 - [email protected]
Comunicazione: Maria Luisa Migliardi Euro Forum srl – 06.8088854 
Organizzazione: Elisa Rapisarda

9 maggio 2015

ore 17.00

Un pallido orizzonte di colline

 Sala Giunta di Palazzo Savelli (sede del Comune di Albano Laziale) in P.zza Costituente, 1

BIBLIOTECA COMUNALE DI ALBANO "CESARE DE SANCTIS"

V.le Risorgimento, 5
Tel.069320534 - [email protected]

 

Cari Amici,
la Biblioteca di Albano è lieta di invitarVi al nuovo ciclo di incontri con il Prof. Aldo Onorati nell'ambito della XIV edizione del Circolo Letterario dal titolo "Nobel d'Autore".
 

Filo conduttore di questo ciclo di appuntamenti sarà la disamina delle diverse e talvolta inconsuete dinamiche dell'amore e dell'amicizia attraverso l'analisi critica di grandi opere della Letteratura Internazionale, nate dalla penna di Autori insigniti del Premio Nobel. 
 

Il primo appuntamento sarà dedicato al racconto "La sinfonia pastorale" di André Gide ed avrà luogo giovedì 15 novembre 2018 alle ore 17:00 presso la Sala Giunta di Palazzo Savelli (sede del Comune di Albano Laziale) in P.zza Costituente, 1 (primo piano raggiungibile anche con l'ascensore).

 

E'  POSSIBILE  PARTECIPARE  AL  CIRCOLO  SOLO  SE  ISCRITTI  AD  UNA  DELLE  BIBLIOTECHE  DEL  CONSORZIO SBCR: 
si prega quindi di recarsi in una qualsiasi Biblioteca dei Castelli Romani per Sottoscrivere la propria Tessera o Rinnovarla nel caso fosse già scaduta.
 

E'  NECESSARIO   DARE   COMUNICAZIONE  DELLA  PROPRIA  ISCRIZIONE  AL   CIRCOLO  LETTERARIO,  ANCHE SE NON SI INTENDE PARTECIPARE A TUTTI GLI INCONTRI contattando la Biblioteca allo 06/9320534 o al seguente indirizzo di posta elettronica [email protected], indicando i propri dati. 
 

Modera: Alessandra Zeppieri

Progetto: Aldo Onorati, Francesca Ginestra