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Ci scusiamo per il disagio

Fino al 28 giugno 2019

Miscellanea 

a cura di Daina Maja Titonel

14 maggio – 28 giugno 2019

non inaugurazione
ogni martedì dopo le ore 15

via di Monserrato, 30 – Roma

L'opera diventa respiro che si allarga di lettura in lettura
Maria Lai (1919-2013)
 

Miscellanea è una esposizione sui generis che si compone di sette capitoli, ed è frutto di alcune riflessioni sulla modalità di fruizione di una mostra e sui suoi attori principali.
 
Succede talvolta che la galleria sia visitata da persone frettolose, all'uscita delle quali giungono alle mie orecchie le silenziose e animate proteste delle opere che rivendicano una giusta attenzione. Anche lo spazio si sente in qualche modo violato da queste fugaci presenze distratte. 

Al pubblico di Miscellanea chiedo dunque attenzione e tempo. Al centro della galleria sono presenti tre sedie, ciascuna orientata verso una parete differente che ospita un'unica opera. Il visitatore è invitato a sedere comodamente, a prendere il tempo necessario per dialogare con il lavoro che trova di fronte.

All'opera chiedo di sostenere la prepotenza di una parete vuota di cui lei sarà unica e solitaria protagonista, e di avere il potere della suggestione.

Al gallerista, che sono io, chiedo di essere presente con la medesima attenzione e di avere cura del suo pubblico; mentre al curatore, che sono sempre io, chiedo ogni settimana una nuova mostra, in una sorta diperformance dell'allestimento.

Agli artisti, grazie ai quali tutto questo può prendere vita, chiedo di lasciarsi coinvolgere in un esercizio in continuo divenire.
Daina Maja Titonel

MAC Maja Arte Contemporanea
via di Monserrato 30 - 00186 Roma
+ 39 06 68804621 | + 39 338 5005483

orari: martedì-venerdì ore 15.30-19.30
sabato ore 11-13 / 15-19.30
altri orari su appuntamento

Fino al 23 giugno 2019

WEGIL: DAL 30 MARZO NUOVI EVENTI SERALI E LA MOSTRA

“POETI A ROMA. RESI SUPERBI DALL’AMICIZIA”

Proseguono gli eventi culturali del WeGil, l’hub culturale della Regione Lazio che, con una nuova programmazione trimestrale frutto dell’ultimo avviso pubblico, offre un ricco calendario di spettacoli, performance, dj set, concerti, festival e incontri in programma il venerdì e il sabato sera dal 30 marzo al 22 giugno 2019. In calendario anche 3 appuntamenti dedicati all’enogastronomia a cura di Agro Camera e, dal 30 marzo al 23 giugno 2019, la nuova mostra “Poeti a Roma. Resi superbi dall’amicizia”, promossa dalla Regione Lazio e organizzata da AGCI Lazio in collaborazione con LAZIOcrea, a cura di Giuseppe Garrera e Igor Patruno.

LA MOSTRA

Il nuovo trimestre culturale del WEGIL è accompagnato anche dalla mostra "Poeti a Roma. Resi superbi dall'amicizia", promossa dalla Regione Lazio, organizzata da AGCI Lazio in collaborazione con LAZIOcrea e aperta al pubblico dal 30 marzo al 23 giugno 2019, raccoglie oltre 250 fotografie originali che ritraggono questi scrittori e poeti per le vie della capitale, durante perlustrazioni, serate di presentazione, cene, feste in casa, fino a giungere al ricordo della morte di Pier Paolo Pasolini all'Idroscalo di Ostia, con scatti di Antonio Sansone, Tazio Secchiaroli, Rodrigo Pais, Dario Bellini, Guglielmo Coluzzi, Francesco Maria Crispolti, Jerry Bauer, Ezio Vitale, Alberto Durazzi ecc. Inoltre saranno esposti prime edizioni, inserti, riviste e rare incisioni discografiche. L’esposizione, a cura di Giuseppe Garrera e Igor Patruno, è il racconto di un’intera stagione, di un momento incantato della città di Roma, tra gli anni ’60 e ’70, quando poeti e scrittori, felici e desiderosi di creare, costituirono una sorta di comunità d’amicizia.

GLI EVENTI SERALI

Il primo appuntamento, sabato 30 marzo alle 21, è con lo spettacolo comico dei due amici cabarettisti Sergio Giuffrida e Gianluca Irti “Lui è più cattivo di me”, a cura del Centro Culturale Artemia, che alterna monologhi di satira a divertentissimi sketch, nato dal successo della pagina Facebook “Grilletto Facile”.

Venerdì 5 aprile alle 21 un monologo di Michele Santeramo intitolato “Storie dal Decamerone – Una guerra” con Anna Foglietta che affronta un tema caldo del momento, raccontando la storia di una donna che per salvare i due figli dal suo paese in guerra decide di affrontare il viaggio che molti si trovano costretti a intraprendere, attraverso il mar Mediterraneo. A cura di A.C. Playtown Roma insieme a Everychildismychild Onlus.

Sabato 6 il WeGil ospita un evento a cura di Artestudio: alle 20 il workshop “Animalità a teatro”, alle 21.15 “Ofelia o la macellazione degli animali domestici”, uno spettacolo di Riccardo Vannuccini seguito, alle 22.30, dallo showcooking “Cena senza animali”.

Una frizzante serata di danze sudamericane, la Chacarera e la Zamba, è prevista venerdì 12 aprile alle ore 20 con una lezione introduttiva ai balli di Antonella Mazzetti accompagnata da una selezione musicale di Marco Pasquali, per poi partecipare alla Milonga Peña Folklorica. A cura di Zip_Zone d’Intersezione Positiva.

Sabato 13 alle 20, WeGil ospita una serata di comicità, clown, giocolerie, burlesque e DJ-night nata dalla sinergia del NaufragarMèDolce con Movimento Comico e INCA Italia per trascinare il pubblico nel turbine del divertimento: fino all’una di notte, cinque ore di sana follia dove si ride, si mangia, si balla, ci si conosce… nella leggerezza di una “Follerie!”.

Il 19 e il 20 aprile dalle 20 con “LPM 2019 Preview” in programma un week-end ad ingresso gratuito dedicato Audio Visual Digital Art. Previsti due eventi, RomeAge e Gravitationawaves con Screenings e Live Performance Audio Video. A cura di Flyer in comunicazione con LPM Live Performers Meeting, Live Cinema Festival, Fotonica Festival, FLxER, AVnode.

“Little Italy - Vintage Festival” è un festival inedito di musica swing, jazz e rocknroll che fonde le molteplici varianti musicali del primo novecento con le forme contemporanee di danza sociale o artistica ad essi ispirati. È proprio il WeGil a ospitare il 26-27 aprile dalle 20 questa prima edizione in un susseguirsi di lezioni, workshop, concerti e momenti di collettività.

Chiara Becchimanzi, premio Comedy Roma Fringe 2016, tra le 100 eccellenze creative del Lazio 2018, il 3 maggio alle 21, conduce una sensuale, emozionante e autoironica terapia di gruppo dal titolo “Girls just wanna have…??? – fearless”, accompagnata dalla musica di Alessio Righi, per smontare tabù sessuali ancora attuali. Evento a cura di Valdrada Compagnia Teatrale.

Segue “We Circus”, venerdì 10 maggio dalle 20, con due spettacoli (alle 20 e alle 22) e un intermezzo musicale-mangereccio (alle 21) accompagnati da un poetico bigliettaio e diversi bizzarri personaggi ... in un'unica e variegata serata interamente dedicata al circo e al clown teatrale. A cura di Associazione Culturale RYTO.

Per rivivere gli anni ’90 e 2000, sabato 11 maggio alle 20.30 è in programma, invece, l’evento “Storia interattiva della canzone italiana”, un viaggio nei 20 anni di grandi successi della musica italiana: dagli 883 a Vasco, da Daniele Silvestri ai Lunapop, per concludere con gli inizi della scena Indie. Una serata per ascoltare e raccontare 20 canzoni di quegli anni, scelte dal pubblico ed eseguite dal vivo dalla Spaghetti Band e da alcune giovani voci della nuova scena romana. A cura di Arte2o.

Un nuovo appuntamento con il teatro, invece, è in programma venerdì 17 maggio alle 21 con “La vita è una beffa” di e con Daniele Parisi, un one man show tra cibo, amore, malattia ed esistenzialismo. Spettacolo in continua evoluzione che sistematizza pezzi di repertorio con pezzi inediti. Il linguaggio teatrale prova a scendere dal palco e a dialogare tra il pubblico. A cura di 369gradi.

Sabato 18 maggio alle 20 è la volta di una giornata dedicata all’arte di Antonio Rezza e Flavia Mastrella, un combinato artistico inimitabile nel panorama teatrale contemporaneo, Leoni d’oro alla carriera per il Teatro 2018. “Incontri d’autore. Retrospettiva Rezza Mastrella” parte con la proiezione di alcuni estratti video e prosegue con il confronto dei due artisti con il pubblico. A seguire concerto e sonorizzazione live di brani scelti declamati da Antonio Rezza a cura di Federico Carra. Evento a cura di Artinconnessione Nuova.

“Errore Digitale @WeGil!” in programma il 24 e 25 maggio presenta un’inedita rassegna di opere e performance di Glitch portando per la prima volta a Roma alcuni tra gli esponenti più̀ influenti della scena europea e italiana. Due giorni di live audio visivi, performance, installazioni audio-video, lectures e talk durante i quali il pubblico viene coinvolto in un percorso esplorativo del WeGil: la “palestra del razionalismo” diviene il centro temporaneo dell’irrazionale.

Venerdì 31 maggio ore 21 è la volta del concerto “Musica da ripostiglio”, una realtà musicale nata dal ventennale sodalizio artistico di Luca Pirozzi e del chitarrista Luca Giacomelli, a cui si sono aggiunti Raffaele Toninelli al contrabbasso ed Emanuele Pellegrini alla batteria. Vengono

presentati in anteprima alcuni brani tratti dal nuovo disco e una selezione di classici italiani e internazionali. A cura di Associazione Culturale InArte.

Con il titolo “Juliette on the road” sabato 1 giugno alle 20, Twain Centro di Produzione Danza Regionale presenta in anteprima assoluta un percorso di performances negli spazi di WeGil, ultima opera di Loredana Parrella che rivista il classico shakespeariano. Dieci danzatori invaderanno gli spazi, con azioni site-specific, corpi, musica, voce, in un racconto corale, con l'accompagnamento innovativo di un dj set. A cura di Circolo Culturale Argostudio realizzato da Cie Twain.

Venerdì 7 giugno alle 20 in programma “Zama Zalib Music & Arts Festival” festival di musica alternativa della scena giovane romana che unisce live painting, performance teatrali e video mapping. Evento a cura di Zalib & i Ragazzi di Via della Gatta.

Una serata di teatro e musica per riflettere sulla giustizia, sul senso della condanna e della detenzione e sul tempo che compone l’esistenza di chi si trova a vivere o combattere il mondo della delinquenza: sabato 8 giugno alle 20.30 in scena con lo spettacolo “Prigionieri dell’Arte: Ora d’aria” e, a seguire, “Terapia d’urto”, con un trio rock&blues composto da Paolo Petrilli, Enzo Pitta e Roberto Turco. A cura di VOX Communication.

Venerdì 14 giugno alle 20 una serata a cura di Triangolo Scaleno Teatro che prevede un laboratorio pratico sulla tessitura per bambini dai 6 ai 12 anni e la performance “Josefine - Conversazione_Primo tempo” che parte dal racconto di Kafka “Josefine, la cantante ovvero il popolo dei topi” rappresenta come l’affermarsi di atti che sembrano impossibili sposti la percezione collettiva e faccia compiere un salto alla storia. A seguire aperitivo e DJ set.

Sabato 15 giugno alle 21 va in scena dello spettacolo “Sulla luna ci siamo stati (e non abbiamo trovato alcuna bufala!)”: un lungo racconto sulla "smontatura" di tutte le teorie di chi non crede che l'uomo sia sbarcato sulla luna, tra curiosità e aneddoti sconosciuti al grande pubblico. A cura di Imprenditori di Sogni.

Un ensemble musicale venerdì 21 giugno alle 21 presenta “Toccata & fuga. Vacanze romane. Un’emozione senza fine” per accompagnare lo spettatore in un viaggio nel melodramma e nel repertorio italiano tra Verdi, Rossini, Puccini, Bellini, Leoncavallo, con contaminazioni create ad arte da brani della migliore tradizione musicale, italiana ed internazionale. A cura di GV srl.

La programmazione del trimestre si chiude sabato 22 giugno alle 21 con lo spettacolo “Sobre las olas” degli artisti di Algeciras Flamenco. Un insieme di palos flamencos - milonga, rumba, vidalita, colombiana e guajira - che conducono lo spettatore in uno spazio immaginario e colorato, attraverso cuadros flamencos, chitarra, cante, baile. Evento a cura di Fondamenta

GLI APPUNTAMENTI ENOGASTRONOMICI

La programmazione degli eventi enogastronomici ad ingresso gratuito realizzati in collaborazione con Agro Camera riparte lunedì 27 maggio ore 10 con il meeting conclusivo del progetto europeo PEFMED, “L’impronta ambientale di prodotto (Pef): le opportunità per favorire l’economia circolare nell’industria agroalimentare” all’interno del quale saranno comunicati i risultati principali raccolti dalle azioni pilota condotte su un paniere di prodotti in diverse regioni europee (evento a cura di Federalimentare e ENEA). Lunedì 3 giugno ore 10 WeGil ospita “La fabbrica della reputazione” una giornata di lavoro in cui i territori del Lazio incontrano i territori rurali italiani per confrontarsi sulle migliori strategie di valorizzazione e narrazione delle identità locali. Infine, domenica 9 giugno ore 10 si tiene, infine, la giornata conclusiva del festival internazionale “Cerealia 2019 – IX edizione” con show-cooking, degustazioni e tavoli di presentazione di aziende italiane e tunisine (evento a cura di Cerealia Festival).

29 marzo 2019

WeGil

Largo Ascianghi 5 – Roma

[email protected] – www.wegil.it

334 6841506

 

Fino al 29 giugno 2019

 ore 18.00

AFTERMODERNISM

A Perspective on Contemporary Art. Chapter 1. James Busby - Justin Samson

David LaChapelle 

Mucciaccia Contemporary
La galleria Mucciaccia Contemporary, dà avvio a una nuova sfida, esponendo in Italia un inedito gruppo di artisti internazionali riuniti dal grande collezionista americanoHubert Neumann sotto la sigla AFTERMODERNISM: il primo capitolo di questa serie di mostre è dedicato a James Busby e Justin Samson.

La Galleria Mucciaccia presenta il notissimo artista americano David LaChapelle in una mostra che celebra la sua carriera, dagli esordi agli ultimi lavori.
Le due esposizioni, che hanno ricevuto il patrocinio dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, si propongono come vetrina sull’America odierna, una singolare analisi sull’evoluzione dell’arte contemporanea e sull’approccio del collezionismo attuale.

 

 

MUCCIACCIA CONTEMPORARY

AFTERMODERNISM.
A Perspective on Contemporary Art. Chapter 1. James Busby - Justin Samson

 

 

La Galleria Mucciaccia Contemporary apre al pubblico la mostra Aftermodernism. A Perspective on Contemporary Art. Chapter 1. James Busby - Justin Samson, a cura di Cesare Biasini Selvaggi.
Con dieci opere di James Busby (Rock Hill, SC, USA, 1973) e quindici di Justin Samson (Milford, CT, USA, 1979), il progetto espositivo intende presentare in Italia un nuovo gruppo di artisti internazionali (prevalentemente americani o residenti in USA, ma con una discreta presenza anche di europei) riuniti sotto la sigla AFTERMODERNISM, da parte di uno dei più grandi e singolari collezionisti del nostro tempo, Hubert Neumann. Ottantasettenne con una passione smodata per l’arte contemporanea ereditata dal padre Morton, Neumann possiede una raccolta di oltre 2.600 opere (molte delle quali capolavori) del Cubismo, Astrattismo europeo, Scultura d’avanguardia, Espressionismo Astratto americano, Pop Art e Graffitismo, di alcuni dei più importanti artisti del XX secolo. Tra questi Picasso, Léger, Miró, Kandinsky, Kline, Giacometti, Dubuffet, Rauschenberg, Lichtenstein, Haring, Basquiat, Koons, solo per citarne alcuni.
L’unico filo conduttore su cui si basa questa straordinaria collezione è la conoscenza diretta degli artisti. Dotato di un fiuto eccezionale come il padre, Neumann ha continuato a selezionare, all’albore dei loro esordi, artisti che sarebbero poi diventati di fama internazionale.
Negli ultimi anni la sua attenzione di collezionista si è focalizzata su un gruppo di artisti (per lo più generazione anni Settanta, Ottanta e Novanta), attualmente una quarantina in tutto, in cui Neumann ravvisa quella che per lui è una vera e propria nuova corrente artistica su cui investire, definita appunto AFTERMODERNISM, di cui James Busby e Justin Samson sono i primi esponenti a essere presentati in Italia.
Il catalogo in mostra, a cura di Cesare Biasini Selvaggi ed edito per i tipi di Carlo Cambi editore, rappresenta il primo di una serie che sarà dedicata agli artisti di AFTERMODERNISM.
James Busby è nato nel 1973 a Rock Hill (South Carolina) e vive e lavora a Chapin in South Carolina. Sue mostre si sono tenute in numerose gallerie e musei, ha partecipato a 40 mostre collettive negli Stati Uniti. Busby ha esposto inoltre in mostre a Londra, Parigi, Stoccolma e Instanblul. Ha partecipato a diverse fiere d’arte a Miami, Houston, Stoccolma, Istanbul e New York City, tra cui l'International Armory Show di New York, Untitled Art Fair, Scope NY e Untitled Art Fair, Miami.
Justin Samson è nato nel 1979 a Milford (Connecticut) e vive e lavora a New York. Nel 2003 consegue la laurea in Fine Arts presso la School of Visual Arts di New York. Samson ha collaborato con le gallerie John Connelly Presents e Kravets|Wehby Gallery ed è attualmente rappresentato dalla Neumann Wolfson Art. Gli sono state dedicate diverse mostre personali e collettive.
INFORMAZIONI:
Mostra: AFTERMODERNISM. A Perspective on Contemporary Art. Chapter 1. James Busby - Justin Samson
Curatore: Cesare Biasini Selvaggi
Sede: Mucciaccia Contemporary, piazza Borghese 1/A, Roma
Inaugurazione: mercoledì 17 aprile 2019, ore 18.00
Apertura al pubblico: 18 aprile – 29 giugno 2019
Orari: martedì – sabato, 10.30 – 19.00; domenica e lunedì chiusi
Informazioni: T. +39 06 68309404 | [email protected] 

Fino al 30 giugno 2019

Verdi Armonie. I Giardini di Roma all’acquerello

10/05 - 30/06/2019
Museo Pietro Canonica a Villa Borghese

Circa 60 acquerelli di vario formato con i giardini di Roma realizzati da sette artisti contemporanei: Raffaele Arringoli, Emanuela Chiavoni, Fausta D’Ubaldo, Sergio Macchioli, Gabriella Morbin, Luisa Saraceni (Luz) e Silvano Tacus.

La curatrice, Stefania Severi, attraverso questi acquerelli ha voluto ricreare un fantastico giardino all’interno della Casa - Museo che documentasse come Roma debba andar fiera del suo patrimonio verde sempre in dialogo armonico col suo inestimabile patrimonio d’arte.

Fino al 2 luglio 2019

Cuori di Cristallo la mostra personale di GIULIANO MACCA 

RvB Arts 

Vernissage e cocktail giovedì 16 e venerdì 17 maggio 2019 dalle 18.00 alle 22.30 RvB Arts - Via delle Zoccolette 28, 00186 Roma Antiquariato Valligiano - Via Giulia 193, 00186 Roma info 3351633518 | www.rvbarts.com la mostra resterà aperta fino a martedì 2 luglio orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30; domenica e lunedì chiuso Curatrice e organizzazione: Michele von Büren di RvB Arts Testo critico: Luisa Grigoletto info 3351633518 | www.rvbarts.com Nel 2018, RvB Arts ha lanciato il suo progetto MANI, acronimo di Manualità Armonia Narrazione Italiana con il quale voleva affermare un'identità incentrata sui giovani artisti in cui il rapporto con le radici nella tradizione artistica italiana e i suoi “mestieri” è sempre fonte di nutrimento. Quest’anno, per la seconda edizione della manifestazione, RvB Arts presenta la mostra personale di GIULIANO MACCA, un emergente artista siciliano che con il suo lavoro rappresenta perfettamente i punti cardine che hanno guidato le scelte curatoriali della galleria fin dal principio. Cuori di Cristallo è il titolo scelto da Macca (Noto, 1988) per la sua nuova, inedita collezione di ritratti. Macca non si sofferma solo sulle caratteristiche fisiche che contraddistinguono ciascun individuo; si concentra anche sugli aspetti intimi, nascosti ed emozionali, facendo così affiorare in superficie una realtà interna altra, che, con la sua forza, delinea gli sguardi e scolpisce gli zigomi. Dallo sdoppiamento dell’immagine e attraverso la moltiplicazione degli occhi cogliamo la complessità dell’identità, costituita da vari elementi che coesistono. I suoi ritratti introspettivi mettono a nudo la persona; la neutralità dello sfondo ne accentua la solitudine e allo stesso tempo il pathos e la fragilità – il cuore di cristallo. MANI si tiene con cadenza annuale a maggio a RvB Arts. Con il ripetersi della manifestazione, la galleria si propone di fare una presentazione annuale dei suoi artisti più rappresentativi di questo progetto: MANUALITÀ intesa come capacità tecnica e il recupero del “mestiere”; ARMONIA intesa come desiderio di riportare al centro dell'arte l'emozione, per raggiungere anche quel pubblico vasto e variegato che spesso si sente alienato dall'arte contemporanea; ma anche come capacità di far convivere in un unico progetto linguaggi così eterogenei; NARRAZIONE intesa come predilezione del racconto, forma espressiva capace di favorire la connessione tra opera e fruitore; ITALIANA in quanto l'immaginario degli artisti coinvolti si è formato in questo paese, diventando parte fondante della loro ricerca. MANI è inoltre la manifestazione della ricca e sempre più apprezzata attività di talent scout di Michele von Büren, gallerista e curatrice di RvB Arts. Molti dei suoi artisti hanno infatti vinto premi e partecipato a eventi internazionali, ottenendo riconoscimenti condivisi dalla critica e dal mercato. 

Michele von Büren: creatrice di RvB Arts; 

www.rvbarts.com - [email protected] 

Ufficio stampa: Caterina Falomo; tel 346.8513723; [email protected]

Fino al 19 luglio 2019

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KIRIBATI

Fondazione Pastificio Cerere 

rogetto di Antonio Fiorentino a cura di Marcello Smarrelli

Inaugurazione mostra: martedì 19 marzo 2019, ore 19.00

Apertura al pubblico: 20 marzo - 19 luglio 2019

Presentazione video: lunedì 15 aprile 2019, ore 19.00

Fondazione Pastificio Cerere via degli Ausoni 7 - Roma

COMUNICATO STAMPA Martedì 19 marzo 2019 alle ore 19.00 la Fondazione Pastificio Cerere presenta Kiribati, mostra personale dell'artista Antonio Fiorentino, a cura di Marcello Smarrelli. Il progetto è realizzato con il sostegno del MiBAC e di SIAE, nell'ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”. Antonio Fiorentino esporrà per la prima volta una serie di opere realizzate dopo il suo soggiorno tra il luglio e l’agosto 2018 nelle isole Kiribati, stato insulare dell’Oceania composto da 33 isole sparse in un’area larga quattromila chilometri da est a ovest e duemila da nord a sud. Kiribati si trova sulla linea internazionale del cambio di data ed è il primo stato a salutare la nuova alba, il nuovo giorno, il nuovo anno: in qualche modo si può dire che “sia nel futuro”. Ma il futuro di questo paese è apocalittico perché rischia di scomparire per sempre nell’arco di pochi decenni (secondo le previsioni entro i 30 o 50 anni), poiché l’innalzamento dei mari causato dal riscaldamento globale sta sommergendo a poco a poco il territorio delle isole. Guidato da queste suggestioni, Fiorentino ha creato un gruppo di opere che descrivono il suo viaggio alla ricerca del futuro, cercando di rispondere ad un enigma irrisolvibile, in cui si sente l’eco, trasmutata dalla percezione di un giovane artista contemporaneo, di quel capolavoro straordinario di Paul Gaugin, Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? (1897-98), considerato il suo testamento non solo artistico ma anche spirituale. La linea del tempo a Kiribati perde il suo confine, permette distorsioni che hanno portato l’artista a “viaggiare nel tempo”, in una dimensione sospesa e indefinita, casuale, in un continuo rimando volto a valutare la prospettiva a seconda della direzione percorsa. Così, l’idea di futuro perde la sua connotazione tradizionale, il suo dualismo, positivista o catastrofista, per lasciare spazio a nuove e più libere interpretazioni. Il 15 aprile 2019, a completare il percorso della mostra, sarà presentato in anteprima il video dal titolo Kiribati, realizzato dall'artista sull'isola. Il video sarà esposto nello Spazio Molini situato nei sotterranei del Pastificio Cerere, recentemente recuperato a seguito dei lavori di risistemazione dell’antico mulino della ex fabbrica di pasta. BIOGRAFIA: Antonio Fiorentino (Barletta, 1987) vive e lavora tra Milano e New York. Ha ricevuto premi per artisti emergenti, tra cui il Talent Prize 2015 e il New York Prize XVI. Le istituzioni nazionali e internazionali dove ha esposto sono: Istituto Italiano di Cultura di New York (2018); MUSAC, Leon, (2018); MUHNAC, Lisbona, (2017); HANGAR, Lisbona, (2017); ISCP, New York, (2017); Istituto Svizzero, Roma, (2017); La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma, (2016); HIAP, Helsinki, (2016); Kunst Meran, Merano (2015); Centro di Arte Contemporanea Villa Arson, Nizza, (2014); American Academy, Roma, (2013); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, (2012). Roma, dicembre 2018 MATERIALI E FOTO AL LINK: https://www.dropbox.com/sh/tnawjbuynunh392/AADHCMiLaGAG8ZwEPRZkyIyta?dl=0 UFFICIO STAMPA MOSTRA Maria Bonmassar Tel +39 06.48.25.370 |Cell +39 335.490.311 | [email protected] SEGRETERIA ORGANIZZATIVA Claudia Cavalieri e Emanuela Pigliacelli [email protected] | www.pastificiocerere.it | Tel. +39 06 45422960 INFORMAZIONI MOSTRA Titolo: Kiribati Artista: Antonio Fiorentino Curatore: Marcello Smarrelli Sede: Fondazione Pastificio Cerere, via degli Ausoni 7 – Roma Inaugurazione: martedì 19 marzo 2019, ore 19.00 Apertura al pubblico: 20 marzo – 19 luglio 2019 Orari: dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 19.00; il sabato dalle 16.00 alle 20.00 (fino al 25 maggio 2019). Presentazione video: lunedì 15 aprile 2019, ore 19.00 Ingresso gratuito

HELEN FRANKENTHALER
Sea Change: A Decade of Paintings, 1974–1983

March 13–July 19, 2019

Gagosian

Via Francesco Crispi 16
00187 Rome
 

About

Draw in and on the entire surface of it, color it in part, and make it a kind of sea.
—Helen Frankenthaler

Gagosian is pleased to present an exhibition of paintings by Helen Frankenthaler in Rome, coinciding with an exhibition of her work at the Palazzo Grimani, Venice, on the occasion of the 58th Venice Biennale.

In the summer of 1974, Frankenthaler rented a house at Shippan Point in Stamford, Connecticut, facing the waters of Long Island Sound, marking the beginning of an important period of change for her work. Sea Changecomprises twelve canvases that Frankenthaler painted between 1974 and 1983, which reflect her responses to the changing appearance of the wide vistas and moving tides.

One of the earliest canvases, Ocean Drive West #1 (1974), is explicitly oceanic with its floating horizontal bands, seeming to recede across an expanse of transparent blue. In Jupiter (1976) and Reflection (1977), the bands are bunched together and turned to the vertical, appearing to all but dissolve. In both of these paintings, the warm earth colors of the bands contrast with a cool, aqueous blue-green, evoking the meeting of land and water. The large, wide canvases, Tunis II and Dream Walk Red (both 1978), emanate warmth, with densely layered dark red, rose, crimson, sienna, and scarlet. In this period, Frankenthaler talked about “doing more to each picture,” to create something at once more complex and complete.

Fino al 15 settembre 2019

La Fratelli Toso: i vetri storici dal 1930 al 1980

18/05 - 15/09/2019
Musei di Villa Torlonia, 
Casina delle Civette

La mostra ripercorre la produzione artistica di una delle vetrerie più importanti e innovative di Murano, precisamente quella dal 1930, anno che corrisponde all’inizio di una ricerca e innovazione delle tecniche vetrarie più antiche, fino al 1980, anno della chiusura definitiva della Fratelli Toso.

La mostra è organizzata da Il Mondo del Vetro, società che da più di 20 anni si occupa di vetro storico muranese, in collaborazione con Caterina Toso, attuale proprietaria della collezione privata Fratelli Toso e del relativo archivio.

In mostra saranno esposte più di 60 opere in vetro, tutti pezzi unici esposti precedentemente solo in importanti eventi internazionali, come le Biennali di Venezia e le Triennali di Milano. Tutte le opere provengono direttamente dalla collezione privata della Fratelli Toso e saranno accompagnati dai relativi bozzetti e foto storiche, conservate nell’archivio storico Fratelli Toso.

Una parte della mostra sarà dedicata all’approfondimento della murrina, tecnica molto utilizzata dai Fratelli Toso e da loro rivoluzionata, tanto da guadagnarsi il nome di “murrinari”.

Informazioni

Luogo
Musei di Villa Torlonia
, Casina delle Civette
Orario

Dal 18 maggio al 15 settembre 2019
da martedì a domenica ore 9.00-19.00 - la biglietteria chiude 45 minuti prima
N.B. per eventuali aperture e/o chiusure straordinarie consultare la pagina dedicata agli Avvisi

Biglietto d'ingresso

Vedere la pagina: Biglietti e audioguide

 

Informazioni

Tel 060608 (tutti i giorni 9.00-19.00)

Tipo
Mostra|Documentaria
Prenotazione obbligatoria:
No
Altre informazioni

Promossa da    
Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Organizzata da   
Il Mondo del Vetro

Servizi museali
Zètema Progetto Cultura

Sponsor sistema musei civici

Sponsor tecnico
Ferrovie dello Stato Italiane

Media Partner
Il Messaggero

Servizio di Viglianza
Unisecur Srl Security

Giorni di chiusura
Lun

Fino al 20 settembre 2019

Poesia e destino
La fortuna italiana del Werther | Wie Italien den Werther las
Una mostra della Casa di Goethe a cura di Maria Gazzetti

Inaugurazione della mostra | Ausstellungseröffnung
23.5.2019    ore 19.oo-21.oo

L’esposizione è in contemporanea con la mostra „Goethe: Verwandlung der Welt“ della Bundeskunsthalle di Bonn (17.05-15.09.19), realizzata a sua volta in cooperazione con laCasa di Goethe, la Klassik Stiftung Weimar, il Frankfurter Goethehaus e il Goethe Museum Düsseldorf e patrocinata dal presidente della Repubblica Federale di GermaniaFrank-Walter Steinmeier.

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Casa di Goethe
Via del Corso, 18
00186 Roma

Mar-Dom 10:00-18:00
(ultimo ingresso 17:30)
Ogni domenica alle ore 11:00 visita guidata in italiano inclusa nel biglietto.

Fino al 22 settembre 2019

Roma nella camera oscura. Fotografie della città dall’ottocento a oggi


27/03 - 22/09/2019
Museo di Roma

La mostra intende presentare l’arte fotografica a Roma coprendo un arco temporale che va dalla nascita della fotografia ai giorni nostri.

Con circa 320 immagini conservate nelle ricche raccolte del proprio Archivio Fotografico, il Museo di Roma a Palazzo Braschi celebra i 180 anni della nascita ufficiale della fotografia con uno straordinario excursus negli ambiti più significativi della storia fotografica della capitale prima dell'avvento del digitale.

L’arte fotografica a Roma nasce prestissimo: già nel 1839, anno della presentazione di Daguerre all’Accademia delle Scienze di Parigi del sistema da lui inventato per fissare le immagini su una lamina argentea, cominciano ad operare i primi dagherrotipisti. Negli anni a seguire Roma è una delle prime città italiane a registrare il passaggio alla fotografia stampata su carta da un negativo, che sarà anch’esso di carta e poi successivamente di vetro. Nella Città Eterna, pur stretta nella morsa del governo temporale papalino, e negli altri stati italiani, pur agitati dagli eventi che portarono all’unità, si assistette ad una grande diffusione della fotografia che si inserì nella scia del vedutismo sia pittorico che incisorio, per trovare in esso un rapido campo di espansione e commercializzazione, ma che in realtà destabilizzò consolidati modi artistici e antichi sistemi di riproduzione, tanto da suscitare a più riprese l’interesse dei governanti per un sua regolamentazione. Dal punto di vista iconografico la fotografia ottocentesca prese le mosse dalla pittura, nel campo della veduta e del ritratto, cercando ed ottenendo all’ombra di questa una legittimazione delle sue potenzialità artistiche ed una discolpa dall’accusa di mera riproduzione del reale. Si dovette aspettare la fine dell’epopea risorgimentale e l’annessione al regno italiano perché si creassero a Roma i validi presupposti per un rapido incremento della fotografia intesa non più solo come tecnica di riproduzione legata al mercato delle immagini-ricordo, ma per un suo più consapevole uso nei vari campi in cui poteva essere applicata: il ruolo di capitale portò ad un aumento delle occasioni pubbliche oltre che della popolazione e delle opportunità di lavoro.

Suggerendo diversi percorsi di visita, la mostra muove dagli esordi della fotografia in città, con artisti attivi già a ridosso dell’invenzione della nuova tecnica, attraversa le epoche che videro mutare sempre più radicalmente il volto della città, per giungere, senza soluzione di continuità, all’opera di artisti viventi, che hanno operato in un significativo rapporto con Roma Capitale.
Il racconto per immagini si snoda per 9 sezioni dedicate alle diverse tematiche, declinazioni e tecniche, di questo affascinante processo.

Si parte con Sperimentare con la luce: nascita e progressi della fotografia in cui si alternano il dagherrotipo, la carta salata e l’albumina, esplorati dai primi fotografi, Giacomo Caneva, Frédéric Flachéron, Eugène Constant, Alfred-Nicolas Normand, James Anderson, Robert MacPherson, veri pionieri che si spostavano tra città e campagna con ingombranti attrezzature, spesso accompagnati da pittori, ponendosi in piena continuità con l’arte del proprio tempo.

Documentare l'Antico: percorsi tra le rovine, racconta come la nuova tecnica sia stata presto utilizzata anche nell’indagine archeologica, incentrata fin dagli esordi sulle vestigia classiche e sui principali monumenti della città.

In una selezione concentrata sul valore quasi puramente simbolico del luogo di culto per eccellenza della cristianità, le immagini proposte nella sezione Centro della cristianità lasciano emergere la Basilica di San Pietro in alcune caratteristiche sue peculiari: da un lato nell’aspetto più solenne e ufficiale, con la grandiosa cupola michelangiolesca che sovrasta la città e il cui armonioso profilo è ormai parte integrante della cultura visiva di tutti i romani; dall’altro nella sua anima quasi “familiare”, che si rivela negli scorci più nascosti di vita quotidiana all’interno delle mura vaticane, nelle grandi riunioni di piazza in lunga attesa di eventi storici o semplicemente della benedizione papale.

Quarta tappa della visita la sezione Vie d’acqua: la presenza del fiume e le fontane monumentali con diverse immagini che rappresentano il condizionamento operato nei secoli dalla presenza dell’acqua, del Tevere in particolare, ma anche degli acquedotti e delle fontane.

A seguire, Un eterno giardino: Roma tra città e campagna documenta il patrimonio naturalistico ancora straordinario di Roma, nell’opulenza di giardini e parchi.

Il percorso espositivo prosegue con la sezione dal titolo La nuova capitale: dai piani regolatori di fine Ottocento alla città moderna, dedicata alle trasformazioni urbanistiche che nei secoli mutarono il volto dell’Urbe, per adeguarla dapprima al ruolo di nuova capitale d’Italia, poi di ideale palcoscenico del regime fascista, o per renderla infine la città moderna che tutti conosciamo.

Largo spazio è riservato anche alla quotidianità della vita romana: nella settima sezione, Occasioni di vita sociale, la fotografia si fa tramite di una modalità specifica di comunicazione della storia sociale che, fino ai giorni nostri, restituisce l’immagine della città in tutta la sua vivacità.

Attraverso lo specchio: negativi su lastra di vetro propone, in una suggestiva presentazione, una serie di lastre ottocentesche in vetro retro-illuminate.

Il percorso si chiude nelle sale al pianterreno con la sezione Ritratti dedicata alla fotografia di figura, con ritratti di personaggi famosi, modelli in posa e interni di studi d’artista ottocenteschi, ma anche con tableaux vivants, i “quadri viventi” di grande fortuna tra fine Ottocento e primo Novecento, che sottolineano ulteriormente il rapporto di stretta complementarietà affermatosi anche a Roma tra fotografia e pittura.

La mostra sarà inoltre accompagnata da una serie di conferenze e workshop su tematiche specifiche.

Il Museo di Roma, che attraverso le sue preziose opere d’arte racconta la storia della città in chiave storico-documentaria, si configura come sede ideale per ospitare questa esposizione le cui immagini illustrano gli aspetti della Roma del tempo con la riproduzione dei suoi più celebri monumenti antichi e moderni, oltre ad alcuni ritratti di personaggi e di modelli per artisti.

L’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e curata da Flavia Pesci e Simonetta Tozzi.

Orario

Dal 27 marzo 2019 al 22 settembre 2019
dal martedì alla domenica ore 10.00-19.00 la biglietteria chiude alle ore 18.00
Giorni di chiusura: lunedì (ad eccezione di lunedì 22 aprile 2019 - Pasquetta - in cui il museo sarà aperto al pubblico) e 1 maggio

Museo di Roma

Volti di Roma alla Centrale Montemartini

Fotografie di Luigi Spina
18/04 - 22/09/2019
Centrale Montemartini

Mostra fotografica nata dall’incontro tra la Sovrintendenza Capitolina e il progetto di ricerca sulla ritrattistica antica al Museo Centrale Montemartini elaborato dal fotografo Luigi Spina tra il 2018 e gli inizi del 2019.

La mostra fotografica propone una selezione di 60 fotografie in bianco e nero, formato 50 x 60 cm, che il fotografo Luigi Spina ha realizzato con banco ottico, tecnica già utilizzata dall’autore con risultati di alto livello, e ha poi personalmente stampato a mano.

Le immagini fotografiche ritraggono 37 volti antichi in marmo o travertino, significativi esempi delle collezioni capitoline al Museo Centrale Montemartini, alcuni oggetto di più scatti e tutti scelti dall’autore per le loro potenzialità espressive. Si tratta di ritratti di epoca repubblicana e imperiale, che raffigurano personaggi la cui identità ci è nota, ma anche volti di sconosciuti, oltre ad alcune teste ideali, copie romane da originali greci.

Ponendosi per lunghe silenziose giornate davanti ai volti antichi, Luigi Spina li ha svelati, li ha profondamente compresi attraverso il mezzo che gli è più congeniale.

La fine ricerca fotografica di Luigi Spina ha portato alla realizzazione di immagini che, cogliendo vari e originali aspetti dei volti scolpiti, suggeriscono particolari e dettagli non sempre facilmente individuabili a una prima osservazione. I visitatori sono così invitati a intraprendere un nuovo originale percorso di visita, un vero e proprio viaggio che è vera scoperta della contemporaneità espressa dai tratti fisiognomici delle antiche sculture, proposte in tutta la loro vibrante umanità ed espressività.

L’allestimento prevede la distribuzione diffusa delle foto in tutte le sale del museo, collocate in prossimità dei soggetti che ritraggono, in modo che il visitatore possa apprezzare al meglio le suggestioni espresse dalle fotografie. Attraverso la personale sensibilità e interpretazione artistica di Luigi Spina può così tornare a osservare con uno sguardo diverso le opere esposte, diventando egli stesso protagonista del dialogo visivo tra i due diversi linguaggi artistici.

Il fotografo Luigi Spina, apprezzato fotografo d’arte, ha pubblicato importanti libri fotografici in cui esprime in maniera mirabile la sua visione della bellezza con la tecnica del bianco e nero a lui congeniale. Un esempio assai significativo del suo modo di intendere la fotografia di opere d’arte è il libro Diario Mitico, che raccoglie foto delle opere della Collezione Farnese nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli, e che è stato insignito nel 2018 della medaglia di bronzo per “design e concetto esemplari” nella categoria libri fotografici dell’International Creative Media Award for Books (ICMA).

L’inaugurazione della mostra è arricchita dalla presentazione del catalogo “Volti di Roma alla Centrale Montemartini. Fotografie di Luigi Spina”, a cura di Claudio Parisi Presicce e Luigi Spina, in cui la successione dei volti nelle immagini fotografiche di Luigi Spina segue la sensibilità del fotografo che ha colto una serie di richiami suggestivi tra le opere e ha creato un suo ideale percorso, un percorso visivo, non vincolato in alcun modo da cronologia e stile delle antiche sculture.

Un regesto finale a chiusura del volume fornisce un breve inquadramento storico-artistico delle opere antiche, oggetto degli scatti.

Fino al 13 ottobre 2019

Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione

24/01 - 13/10/2019
Galleria d'Arte Moderna

Un percorso attraverso le collezioni civiche di arte moderna e contemporanea alla scoperta dei modi e dei linguaggi attraverso cui gli artisti e le artiste, dalla fine dell’Ottocento fino ai giorni nostri, hanno rappresentato e interpretato la figura femminile, il suo fascino, il suo ruolo politico e sociale.

 

Inaugurazione: 23 gennaio 2019, ore 18.00

Apertura al pubblico:  24 gennaio 2019 – 13 ottobre 2019

Saranno presenti

Arianna Angelelli, Federica Pirani, Gloria Raimondi, Daniela Vasta

Curatrici della mostra

Una riflessione sulla figura femminile attraverso artisti che hanno rappresentato e celebrato le donne nelle diverse correnti artistiche e temperie culturali tra fine Ottocento, lungo tutto il Novecento e fino ai giorni nostri.

Circa 100 opere, tra dipinti, sculture, grafica e fotografia, di cui alcune mai esposte prima o non esposte da lungo tempo, provenienti dalle collezioni d’arte contemporanea capitoline - Galleria d’Arte Moderna e MACRO - a documentazione di come l’universo femminile sia stato sempre oggetto prediletto dell’attenzione artistica, da oggetto da ammirare, in veste di angelo o di tentatrice, a soggetto misterioso che s’interroga sulla propria identità fino alla nuova immagine nata dalla contestazione degli anni sessanta.

Il percorso espositivo è accompagnato da materiale documentario, videoinstallazioni, documenti fotografici e filmici tratti da opere cinematografiche e cinegiornali, oltre che da video di performance e film d’artista.

Informazioni

Luogo
Galleria d'Arte Moderna
Orario

Dal 24 gennaio al 13 ottobre 2019
da martedì a domenica ore 10.00 - 18.30
L’ingresso è consentito fino a mezz’ora prima dell’orario di chiusura

N.B. per eventuali aperture e/o chiusure straordinarie consultare la pagina dedicata agli Avvisi

Biglietto d'ingresso

Intero: € 7,50 - ridotto: € 6,50

Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza) :
intero: € 6,50 - ridotto: € 5,50
Ingresso gratuito per i residenti a Roma e nell'area della Città Metropolitana nella prima domenica di ogni mese

Gratuità e riduzioni
La MIC card è acquistabile nei musei e online all’indirizzo miccard.museiincomuneroma.it
Convenzioni

Informazioni

Tel 060608 (tutti i giorni 9.00 - 19.00)

Tipo
Mostra|Arte Moderna

Fino al 18 ottobre 2019

Mortali Immortali, tesori del Sichuan nell’antica Cina

26/03 - 18/10/2019
Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali

La mostra presenta reperti in bronzo, oro, giada e terracotta, databili dall’età del bronzo (II millennio a.C.) fino all’epoca Han (II secolo d.C.) provenienti da importanti istituzioni cinesi.

L’Esposizione è realizzata sotto la guida dell’Ufficio Provinciale della cultura del Sichuan e patrocinata dall’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia. L’intento della mostra è far conoscere i tratti evocativi della cultura del popolo Shu, raccontata attraverso i suoi oggetti più significativi, come le misteriose maschere in bronzo provenienti dagli scavi archeologici del sito di Sanxingdui.

Un percorso straordinario nella vita sociale e nel mondo spirituale dell’antico popolo Shu, che proprio su questa terra nel sud-ovest della Cina ha creato una civiltà unica. Saranno esposte eccezionali opere in bronzo, oro, giada e terracotta – databili dall’età del bronzo (II millennio a.C.) fino all’epoca Han (II secolo d.C.) – rinvenute nei siti di Sanxingdui e Jinsha (solo per citarne alcuni) e provenienti da importanti istituzioni cinesi come il Museo di Sanxingdui, il Museo del Sito Archeologico di Jinsha, il Museo del Sichuan, il Museo di Chengdu, l’Istituto di ricerca di reperti e archeologia di Chengdu, il Museo di Mianyang, il Museo Etnico Qiang della Contea di Mao.

Come le origini di Roma sono state legate al Tevere, così la nascita del popolo di Shu è stata segnata dallo scorrere dello Yangtze, il Fiume Azzurro. Il Fiume Azzurro costituisce il filo conduttore della mostra ed è significativamente tracciato sull’installazione dorata ispirata a un dragone cinese che invaderà lo spazio centrale della Grande Aula, accogliendo i visitatori. Questo e altri effetti scenografici potenziati dal contesto monumentale dei Mercati di Traiano esalteranno gli straordinari reperti, che per la prima volta sono presentati in un’esposizione così estesa in Europa, ora a Roma dopo la tappa di Napoli.

Il percorso della mostra guiderà il visitatore alla scoperta dell’antica civiltà del Sichuan attraverso opere di inestimabile valore accompagnate da ricostruzioni digitali, foto, video e diversi strumenti interattivi utili alla conoscenza del processo di rinvenimento e alla delineazione dello sviluppo temporale di questa antica civiltà cinese. Circondato da statue e vasi rituali, da statuette in terracotta ed enigmatiche maschere di bronzo, il pubblico imparerà a conoscere i tratti distintivi del popolo Shu, andrà alla scoperta della sua genesi e dell’evoluzione degli elementi religiosi e sociali, senza tralasciare la sua naturale predisposizione alla creatività, all’eleganza e alla bellezza riscontrabile negli elementi decorativi in oro, nelle opere in giada o nei reperti unici come il cavallo di Mianyang e il sole di Jinsha.

Davanti alla varietà di oggetti di uso comune, ai raffinati recipienti in legno laccato, ai particolari ritratti su mattone, si avrà la possibilità di percepire l’elevata qualità raggiunta dalla produzione artigianale durante la dinastia Han nonché comprendere la visione del popolo Shu riguardo ai temi della vita e della morte. Un atteggiamento romantico e ottimista di una popolazione non solo ricca ma anche profondamente pacifica.

Il progetto espositivo sarà articolato in due sezioni con altrettante tematiche racchiuse in una suggestiva visione d’insieme. La prima, dedicata alla Cultura religiosa dello stato di Shu, si concentrerà sul mondo spirituale raccontando i riti di un popolo dedito al culto del Sole attraverso le maschere di bronzo provenienti dagli scavi del sito di Sanxingdui. La seconda sezione, invece, tratterà La vita quotidiana del popolo Shu, ricostruendo le trame commerciali sviluppate nell’area del Sichuan attraverso bassorilievi su mattone della dinastia Han, figure umane e figurine di animali in ceramica.

Alle 130 opere esposte a Napoli, Roma vede eccezionalmente aggiunti 15 nuovi prestiti, tra i quali spiccano le due maschere e una testa di bronzo di Sanxingdui, ognuna fortemente caratterizzata. In particolare, una si differenzia da tutte le maschere finora rinvenute nel sito per la resa del viso più delicata e per il velato sorriso, elementi che hanno fatto pensare agli studiosi che rappresenti una divinità dell’antica cultura Shu.

In occasione della mostra Mortali Immortali, tesori del Sichuan nell'antica Cina la casa editrice Gangemi Editore International produrrà un catalogo di accompagnamento che fornirà un utile supporto di approfondimento per conoscere nel dettaglio i temi, le opere e la storia dell’antica civiltà cinese.

Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali

Via Quattro Novembre, 94

Fino al 27 ottobre 2019

Claudio Imperatore

Messalina, Agrippina e le ombre di una dinastia
06/04 - 27/10/2019
Museo dell'Ara Pacis

Il racconto della vita e delle opere di Claudio, reso attraverso un allestimento originale fatto di immagini e suggestioni visive e sonore, costituisce la caratteristica saliente del percorso espositivo.

Il Museo dell’Ara Pacis ospita la grande mostra "Claudio Imperatore. Messalina, Agrippina e le ombre di una dinastia" promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e da Ville de Lyon, curata da Claudio Parisi Presicce e Lucia Spagnuolo, con la collaborazione di Orietta Rossini, ideata dal Musée des Beaux-Arts de Lyon, che ha ospitato la sede francese dell’esposizione terminata lo scorso 4 marzo, su progetto curatoriale di Geneviève Galliano e Francois Chausson. Organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

La mostra guiderà i visitatori alla scoperta della vita e il regno del discusso imperatore romano, dalla nascita a Lione nel 10 a.C. fino alla morte a Roma nel 54 d.C., mettendone in luce la personalità, l’operato politico e amministrativo, il legame con la figura di Augusto e con il celebre fratello Germanico, il tragico rapporto con le mogli Messalina e Agrippina, sullo sfondo della corte imperiale romana e delle controverse vicende della dinastia giulio-claudia.
L'esistenza di Claudio è segnata da un destino singolare, che lo pone di fronte ad avvenimenti eccezionali, fatti di sangue, intrighi di corte, scelte politiche ardite.

Primo imperatore a nascere fuori dal territorio italico, a Lugdunum, odierna Lione, il 1 agosto del 10 a.C., era un candidato improbabile al comando dell’impero. Augusto, che dubitava delle sue attitudini politiche, gli avrebbe preferito di gran lunga il fratello Germanico, che tuttavia morì prematuramente in circostanze sospette. Come successore, il popolo e l'esercito avevano poi scelto Caligola, che di Germanico era il figlio, erede della fama del padre. Ma l'assassinio di Caligola, accoltellato nel suo stesso palazzo, metteva necessariamente Claudio al centro della crisi politica successiva. Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico diventava così, alla notevole età di cinquant'anni, il primo imperatore acclamato, dopo una lunga trattativa politico-economica, da un corpo militare, i pretoriani.
Anche i rapporti di Claudio con le sue quattro mogli sono segnati da congiure e vicende tragiche. La sua terza moglie, Messalina, più giovane di Claudio di 35 anni, rimane nota per i suoi molti vizi, veri o presunti, sebbene fosse la madre di Britannico, il primo erede maschio della dinastia giulio-claudia nato ad un imperatore regnante. Uccisa Messalina, con il consenso di Claudio, anche il destino di Britannico fu segnato: non conseguì mai il potere, vittima adolescente del fratellastro Nerone.
L'ultimo matrimonio di Claudio, quello con sua nipote Agrippina, gli sarà fatale. Agrippina, figlia di Germanico e sorella di Caligola, viene considerata l'artefice della sua morte, forse per avvelenamento. Alla morte di Claudio seguì la sua divinizzazione, la realizzazione di un tempio a lui dedicato sul Celio e la successione nell’impero del figlio di Agrippina, Nerone.

Il percorso espositivo al Museo dell’Ara Pacis, supportato dal lavoro aggiornato di storici e archeologi, traccia un’immagine di Claudio un po’ diversa da quella cupa e poco lusinghiera trasmessa dagli autori antichi. Ne emerge la figura rivisitata di un imperatore capace di prendersi cura del suo popolo, di promuovere utili riforme economiche e grandi lavori pubblici, contribuendo con la sua legislazione allo sviluppo amministrativo dell'Impero.
Il racconto della vita e delle opere di Claudio, reso attraverso un allestimento originale fatto di immagini e suggestioni visive e sonore, costituisce la caratteristica saliente del percorso espositivo e i personaggi della narrazione - presentati attraverso opere d’arte  di assoluto valore - saranno anche protagonisti di istallazioni che contribuiranno a rendere coinvolgente l’esperienza di visita.

In mostra alcune opere di straordinario interesse storico e archeologico: dalla Tabula Claudiana, su cui è impresso il famoso discorso tenuto da Claudio in Senato nel 48 d.C. sull’apertura ai notabili galli del consesso senatorio, al prezioso cameo con ritratto di Claudio Imperatore dal Kunsthistorisches Museum, fino al piccolo ma suggestivo ritratto in bronzo dorato di Agrippina Minore, proveniente da Alba Fucens e concesso in prestito dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo, che testimonia l’interesse di Claudio per il territorio dell’allora Regio IV, dove realizzò l’impresa del Fucino. Una delle novità della mostra è l’esposizione, per la prima volta, del ritratto di Germanico della Fondazione Sorgente Group, opera importante che celebra il giovane e amato principe colpito da un destino avverso. 

La mostra allestita al Museo dell’Ara Pacis vanta importanti prestiti internazionali (Musée du Louvre, Lugdunum Musée et Théâtres Romains, Musée des Beaux-Arts di Lione, Musei Vaticani, Ecole nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi, Kunsthistorisches Museum di Vienna, The British Museum, Colchester & Ipswich Museums) e nazionali (Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Gallerie degli Uffizi di Firenze, Museo Nazionale Romano, Museo Archeologico e d’Arte della Maremma, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo, Museo civico archeologico ‘Antonio di Nino’, Fondazione Sorgente Group e Galleria Vincent)  avvalendosi al contempo di opere provenienti  dal Sistema Musei Civici (Musei Capitolini, Centrale Montemartini, Antiquarium Celio, Museo della Civiltà Romana, Museo di Roma) in qualche caso restaurate o riesposte per l’occasi

Fino al 3 novembre 2019

Viaggi nell’antica Roma, torna il progetto multimediale per rivivere

la storia del Foro di Cesare e del Foro di Augusto

Dal 17 aprile al 3 novembre, ogni sera due straordinari ed innovativi spettacoli multimediali

a cura di Piero Angela e Paco Lanciano disponibili in 8 lingue

 

 

Roma, 04 aprile 2019 – Dopo i successi degli scorsi anni torna, dal 17 aprile al 3 novembre 2019, lo straordinario progetto Viaggi nell’antica Roma che, attraverso due appassionanti ed innovativi spettacoli multimediali, racconta e fa rivivere la storia del Foro di Cesare e del Foro di Augusto.

 

I due spettacoli, che utilizzano tecnologie all’avanguardia, vedono l’ideazione e la cura di Piero Angela e Paco Lanciano con la storica collaborazione di Gaetano Capasso e con la Direzione Scientifica della Sovrintendenza Capitolina. Sono promossi da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e prodotti da Zètema Progetto Cultura.

 

Grazie ad appositi sistemi audio con cuffie e accompagnati dalla voce di Piero Angela e dalla visione di magnifici filmati e proiezioni che ricostruiscono i due luoghi così come si presentavano nell’antica Roma, gli spettatori potranno godere di una rappresentazione emozionante e allo stesso tempo ricca di informazioni dal grande rigore storico e scientifico.

I due spettacoli possono essere ascoltati in 8 lingue (italiano, inglese, francese, russo, spagnolo, tedesco, cinese e giapponese).

 

Le modalità di fruizione dei due spettacoli sono differenti. Per il “Foro di Augusto” sono previste tre repliche ogni sera (durata 40 minuti) mentre per il “Foro di Cesare” è possibile accedervi ogni 20 minuti secondo il calendario pubblicato (percorso itinerante in quattro tappe, per la durata complessiva di circa 50 minuti, inclusi i tempi di spostamento).

 

FORO DI CESARE

Lo spettacolo all’interno del Foro di Cesare è itinerante. Si accede dalla scala situata accanto alla Colonna Traiana e si attraversa poi il Foro di Traiano su una passerella realizzata appositamente. Attraverso la galleria sotterranea dei Fori Imperiali si raggiunge poi il Foro di Cesare e si prosegue così fino alla Curia Romana.

Il racconto di Piero Angela, accompagnato da ricostruzioni e filmati, parte dallastoria degli scavi realizzati tra il 1924 e il 1932 per la costruzione dell’allora Via dell’Impero (oggi Via dei Fori Imperiali), quando un esercito di 1500 muratori, manovali e operai fu mobilitato per un’operazione senza precedenti: radere al suolo un intero quartiere e scavare in profondità tutta l’area per raggiungere il livello dell’antica Roma. Quindi si entra nel vivo della storia partendo dai resti del maestoso Tempio di Venere, voluto da Giulio Cesare dopo la sua vittoria su Pompeo e si può rivivere l’emozione della vita del tempo a Roma, quando funzionari, plebei, militari, matrone, consoli e senatori passeggiavano sotto i portici del Foro. Tra i colonnati rimasti riappaiono le taberne del tempo, cioè gli uffici e i negozi del Foro e, tra questi, il negozio di unnummulario, una sorta di ufficio cambio del tempo. All’epoca c’era anche una grande toilette pubblica di cui sono rimasti curiosi resti. Per realizzare il suo Foro, Giulio Cesare fece espropriare e demolire un intero quartiere per una spesa complessiva di 100 milioni di aurei, l’equivalente di almeno 300 milioni di euro. Accanto al Foro fece costruire la Curia, la nuova sede del Senato romano, un edificio tuttora esistente e che attraverso una ricostruzione virtuale è possibile rivedere come appariva all’epoca.

In quegli anni, mentre la potenza di Roma cresceva a dismisura, il Senato si era molto indebolito e fu proprio in questa situazione di crisi interna che Cesare riuscì a ottenere poteri eccezionali e perpetui. Grazie al racconto di Piero Angela si potrà conoscere più da vicino quest’uomo intelligente e ambizioso, idolatrato da alcuni, odiato e temuto da altri.

 

FORO DI AUGUSTO

Il racconto del Foro di Augusto, al quale gli spettatori assistono seduti su tribune allestite su Via Alessandrina, parte dai marmi ancora visibili nel Foro. Attraverso una multiproiezione di luci, immagini, filmati e animazioni, il racconto di Piero Angela si sofferma sulla figura di Augusto, la cui gigantesca statua, alta ben 12 metri, era custodita accanto al tempio dedicato a Marte Ultore. Con Augusto, Roma ha inaugurato un nuovo periodo della sua storia: l’età imperialeè stata, infatti, quella della grande ascesa che, nel giro di un secolo, ha portato Roma a regnare su un impero esteso dall’attuale Inghilterra ai confini con l’odierno Iraq, comprendendo gran parte dell’Europa, del Medio Oriente e tutto il Nord Africa. Queste conquiste portarono all’espansione non solo di un impero, ma anche di una grande civiltà fatta di cultura, tecnologia, regole giuridiche, arte. In tutte le zone dell’Impero ancora oggi sono rimaste le tracce di quel passato, con anfiteatri, terme, biblioteche, templi, strade.

Dopo Augusto, del resto, altri imperatori come Nerva e Traiano lasciarono la loro traccia nei Fori Imperiali costruendo il proprio Foro. Roma a quel tempo contava più di un milione di abitanti: nessuna città al mondo aveva mai avuto una popolazione di quelle proporzioni. Era la grande metropoli dell’antichità: la capitale dell’economia, del diritto, del potere e del divertimento.