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Labirinto d'Amore e i percorsi alternativi

16/08/2018

foto di Marco Bonomo per gentile concessione

Testo di Laura Giovanna Bevione

Le vacanze si sa sono meravigliose, così ricche di un occasioni per rilassarsi, per fare nuove esperienze, per seguire ... percorsi alternativi. 

Così approfittando della pausa estiva e incuriosita dai manifesti sono andata ad Ariccia per godere di uno spettacolo allestito in un palcoscenico inconsueto, quanto suggestivo: il Parco di Palazzo Chigi

In scena  Laborinto d'Amore per la Regia di Giacomo Zito.

Introdotti da Maga Melissa, impersonata da Mirella Dino, e da Mago Atlante impersonato da Mattia Mariani,  gli spettatori seguono gli attori, letteralmente, sui sentieri del Parco di Palazzo Chigi.   Accompagnati dai due maghi, entrano nel labirinto assistendo allo spettacolo su due percorsi alternativi, resi consapevoli dalle grida in sottofondo di Delinda o del Furioso Orlando, che la narrazione a cui assistono  è solo una delle possibili letture. 

Vivamente consigliato

Labirinto d’Amore è uno spettacolo immersivo nel seicentesco giardino/scrigno di Palazzo Chigi di Ariccia, sulle parole di Ludovico Ariosto.

dall’ 11 al 19 agosto, ore 19.30 - Parco Chigi in Ariccia, ingresso Via dell’Uccelliera, Ariccia (Roma)

Info e prenotazioni

[email protected] tel: 345 8302798 – 345 9615409

biglietti: € 10 intero, € 8 ridotto (under 18 e residenti).

Ufficio Stampa HF4 – Marta Volterra [email protected] +39.340.96.900.12

Comunicato Stampa

Labirinto d’Amore

Orlando Furioso nel Parco Chigi in Ariccia

Duelli, magie, incantesimi e gesta eroiche

Uno spettacolo immersivo nel seicentesco giardino/scrigno di Palazzo Chigi di Ariccia, sulle parole di Ludovico Ariosto

dall’ 11 al 19 agosto, ore 19.30 - Parco Chigi in Ariccia, ingresso Via dell’Uccelliera, Ariccia (Roma)

Dopo il successo dello scorso anno, dall'11 al 19 agosto 2018, torna Labirinto d'Amore: 14 attori per uno spettacolo immersivo negli spazi seicenteschi dei giardini di Palazzo Chigi di Ariccia (RM) che, con gli scorci suggestivi e le straordinarie strutture architettoniche che lo caratterizzano, si trasforma in scenografia ideale per la rappresentazione di questa divertente versione dell’epopea ariostesca. Una messa in scena totalizzante e itinerante, in cui lo spettatore è invitato a seguire 4 storie d’amore tratte dalla grande penna di Ludovico Ariosto, in uno dei patrimoni storici e artistici del Lazio.

Magie, incantesimi e poteri sovrumani: nell'Orlando Furioso tutto è possibile, proprio come in un sogno, e, come in un sogno, tutto ciò che accade rimanda a simboli nascosti nel profondo del nostro inconscio.

Il risultato, grazie alla regia di Giacomo Zito, è un mondo magico, dentro il quale lo spettatore/viaggiatore si addentra e, coinvolto in prima persona, si perde per seguire le avventure dei personaggi.

Il pubblico si muove in questo labirinto godendosi la caleidoscopica coralità di immagini, voci e suoni generati dalla rievocazione da parte dei personaggi delle loro avventure e dei loro travagli amorosi, alcuni dei quali impressi energicamente nell’immaginario collettivo, come la follia di Orlando a causa del’amore di Angelica per il giovane Medoro.

Un’atmosfera di sogno, un remoto e imprevedibile universo dove tutto ciò che accade alimenta l’illusione che il tempo possa essersi fermato.

Una ricostruzione che al tempo stesso è viaggio nell’immaginario e momento unico per godere di uno dei più grandi capitoli della nostra letteratura, in uno spazio unico visitabile così anche in orario serale.

Labirinto d’Amore – Orlando Furioso nel Parco Chigi in Ariccia con (in ordine alfabetico) Giada Barbieri - Angelica, Mirella Dino - Maga Melissa, Chiara Di Stefano - Olimpia, Francesca La Scala - Dalinda, Mattia Mariani - Mago Atlante e San Giovanni, Silvia Nati - Bradamante, Gabriele Paupini - Astolfo, Luigi Pisani - Orlando, Nicola Sorrenti - Pinabello e Re Cimosco e con Dario Di Luccio - Ariodante, Federico Lunetta - Pastore, Alessandra Patella - Marfisa e Ginevra, Lorenzo Stamerra - Polinesso e Rinaldo, Jacopo Strologo - Medoro e Bireno. Regia di Giacomo Zito

Labirinto d’Amore è una produzione Arteidea Eventi e Servizi con il contributo economico del Comune di Ariccia. Grazie all’Associazione Culturale Amici di Palazzo Chigi.

Dall’11 al 19 agosto, Parco Chigi in Ariccia (RM), ingresso Via dell’Uccelliera, 19.30, lunedì riposo.

Info e prenotazioni [email protected] tel: 345 8302798 – 345 9615409 – biglietti: € 10 intero, €  8 ridotto (under 18 e residenti).

Ufficio Stampa HF4 – Marta Volterra [email protected] +39.340.96.900.12

Note di regia

Labirinto d’Amore – Orlando Furioso nel parco Chigi in Ariccia

Nel progettare una messinscena possibile della monumentale opera di Ludovico Ariosto, è necessario considerare un filo conduttore che giustifichi una selezione degli innumerevoli episodi (con l’avvento e il dilagare della serialità televisiva, oggi forse qualcuno potrebbe prendere in considerazione l’idea di realizzarne una versione integrale!). Il linguaggio teatrale impone delle regole che ci hanno suggerito (come del resto anche lo storico evento firmato dall’inarrivabile maestro Luca Ronconi) di trovare una chiave che, in una sintesi fruibile e accattivante, restituisse il valore narrativo che permea il fantastico mondo dell’Orlando Furioso. La scintilla si è accesa con la certezza di poter utilizzare il Parco di Palazzo Chigi in Ariccia, un luogo straordinario per bellezza, disseminato di piante esotiche e di ruderi misteriosi e suggestivi. Da qui il passo è stato breve, e l’archetipo del Labirinto, che sposa il principesco giardino con l’opera ariostesca, ci ha convinto che “in amor vince chi fugge” sarebbe stato il tema dominante, declinato in quattro tra le principali vicende amorose dell’opera, che sono riassunte nelle seguenti trame:

Bradamante libera Ruggiero dagli incantesimi di Atlante.

Bradamante, valorosa guerriera cristiana, è alla ricerca di Ruggiero, guerriero musulmano di cui è innamorata e che è stato catturato dal mago Atlante; ingannata da Pinabello, Bradamante è salvata dalla maga Melissa che le svela una profezia: per liberare il futuro sposo, deve possedere un anello fatato. Bradamante sconfigge il mago Atlante e libera Ruggiero; ma giunge Marfisa, che per amore di Ruggiero, sfida a duello Bradamante. Le due guerriere vengono fermate da Atlante: il mago rivela che Marfisa e Ruggero sono fratelli gemelli. Bradamante e Ruggiero possono così riunirsi.

Angelica si innamora di Medoro e Orlando impazzisce.

Orlando scopre gli indizi della passione consumatasi tra Angelica e Medoro nei messaggi d’amore incisi nei tronchi degli alberi e sulle pareti delle grotte. L’eroe, per non soccombere al dolore, si illude che ciò che vede non sia vero, ma le sue speranze si sgretolano quando un pastore gli racconta come sono andate le cose. Orlando cade in preda alla follia e distrugge tutto ciò che trova sul suo cammino.

Polinesso costringe Dalinda a travestirsi da Ginevra.

Dalinda è innamorata di Polinesso, e passa con lui notti di passione nella camera di Ginevra, sua padrona e figlia del re di Scozia. Polinesso però vorrebbe prendere in sposa Ginevra, per godersi i benefici di quel matrimonio, mantenendo Dalinda come amante. Ma Ginevra è già innamorata di Ariodante. Polinesso, per vendicarsi, convince Dalinda a travestirsi da Ginevra, poi suggerisce al rivale di appostarsi sotto il balcone e quella sera fa sì che la servetta appaia vestita con gli indumenti della propria padrona. Ariodante, con il fratello Lurcanio, assiste alla scena convinto che Polinesso stringa tra le braccia Ginevra, e, distrutto dal dolore, si suicida. Polinesso, per eliminare ogni testimone del suo inganno, decide di uccidere Dalinda, ma i suoi sicari non riescono nell’intento e Dalinda è salva.

Olimpia viene abbandonata da Bireno.

Olimpia, figlia del duca d’Olanda, fa liberare l’amato Bireno dalla prigionia e sconfigge il malvagio re di Frisia, Cimosco, che voleva darla in moglie a suo figlio Arbante; Bireno, nel tornare con Olimpia in Selandia, porta con sé la giovane figlia di Cimosco, di cui si invaghisce. Dopo aver fatto sosta su di un’isola deserta, riparte abbandonando la povera Olimpia, che svegliandosi sola, capisce l’inganno e si getta in un pianto disperato.

La conclusione, coerente con la visione ariostesca dell’amore - un morbo che porta alla pazzia chiunque ne venga contagiato - porta in sé anche l’antidoto: Astolfo si reca sulla Luna, dove si raccolgono tutte le cose che si perdono in terra e recupera il senno di Orlando. Tornato sulla Terra, lo fa inalare al paladino: Orlando riacquista il suo intelletto, e, tornato saggio, è libero dalle catene d’amore. La saggezza avrebbe dovuto guidare anche tutti gli altri personaggi. Ma se così fosse, l’amore sarebbe stato debellato del tutto. E ciò, noi stessi lo sappiamo bene - nel bene e nel male - ancora non è accaduto!

 

Giacomo Zito